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BALAKNAMA: IL CUORE GIOVANE DELL'INDIA

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 01/02/2016 11:59
Straccivendoli al mattino e giornalisti durante il pomeriggio, i reporters di "Balaknama" rappresentano un esempio unico sotto molti aspettI

Nel momento in cui i media locali non parlano delle loro questioni, alcuni ragazzi hanno deciso di diventare essi stessi gli attori protagonisti del racconto delle loro vite. Straccivendoli al mattino e giornalisti durante il pomeriggio, i reporters di "Balaknama" rappresentano un esempio unico sotto molti aspetti. Creato da e per i ragazzi under diciotto, Balaknama, o Il Diario dei Ragazzi, è forse, l'unico giornale distribuito per strada in India di proprietà di poveri e senzatetto. Ed è riuscito a coinvolgere quasi 10.000 ragazzi di strada che, in diversi modi, collaborano al giornale. La sua redattrice diciottenne, Chandni, afferma con sicurezza che Balaknama è diventata la sua identità: "... davvero non saprei immaginare dove potrei essere ora se non avessi incontrato Balaknama o Badhte Kadam (un'iniziativa pubblica di servizio sociale). Ancora oggi, quando mostro il giornale ai miei genitori, non riescono a capacitarsi che una ragazza come me, del mio status sociale, possa lavorare in una redazione di un giornale".

 

Chandni aveva cinque anni quando i suoi genitori migrarono dalla cittadina di Bareilly in Uttar Pradesh per cercare fortuna nella capitale, Delhi. Essendo la più anziana tra fratelli e sorelle, Chandni ha sempre dovuto aiutare finanziariamente la famiglia e, quindi, costretta assai presto ad abbandonare la scuola. Appartenente alla tribù nomade zingara di Qalandar, un gruppo etnico musulmano sviluppatosi tra il nord dell'India ed il Pakistan conosciuto anche con il nome di "fachiri Qalandar", per tradizione circensi itineranti. Il destino della giovane Chandni sembrava essere quello di aiutare il padre nelle performance per strada, se non fosse che il boom economico ha trasformato in attività più redditizie la  vendita di fiori e pannocchie di mais arrostite negli angoli dei mercati e la ricerca nelle discariche di stracci e altro da vendere.

La vita della giovane Chandni cambiò nel 2010 quando, l'organizzazione non governativa "Childhood Enhancement Through Training and Action" (Chetna), arrivò nello slum dove abita la giovane ragazza, costituito da un centinaio di case di fango, proponendosi di insegnare gratuitamente ai bambini dello slum esclusi dal circuito scolastico. Non è stato semplice per l'ONG convincere le famiglie a lasciare i bambini frequentare la scuola un paio di ore al giorno, perché per le famiglie significava un introito economico in meno. Anche i genitori di Chandni all'inizio si opposero ma poi, sotto l'opera di convincimento dei volontari dell'ONG e grazie all'entusiasmo della giovane ragazza, Chandni riuscì a frequentare le lezioni per un paio di ore al giorno durante la pausa pranzo. L'opera di convincimento dei volontari della ONG sulle famiglie  risulta vincente perchè gli stessi membri sono anch'essi ragazzi che vivono per strada o in slums.

 

Chetna è riuscita a coinvolgere migliaia di bambini e ragazzi nell'OBE (Open Basic Education), e questi numeri riguardano soltanto la capitale, Delhi. L'OBE è un'iniziativa del Ministero dello Sviluppo delle Risorse Umane e del National Institute of Open Schooling (NIOS) che ha lo scopo di provvedere una scolarizzazione di base a tutti quei bambini esclusi dal circuito scolastico. Per poter diventare reporters o collaboratori di Balaknama bisogna, per esempio, aver frequentato o frequentare un programma di open schooling. Inoltre Chetna provvede il rimborso di tutte le piccole spese degli associati, oltre a pagare un piccolo stipendio mensile ai ragazzi impegnati nel lavoro di redazione.

La condizione di Chandni riflette quella di centinaia di migliaia di bambini ignorati dal mondo intero. Ed essere povero non vuol dire soltanto vivere per strada o in uno slum, ma anche vivere sotto la tirannia costante di polizia e violenze di ogni tipo.

 

Ogni singola storia di ogni membro della redazione di Balaknama rappresenta una piccola speranza per il futuro. Prendiamo per esempio il caso di Shanno, che ora ha vent'anni e che, dopo esserne stata la redattrice,  ora collabora al giornale come supervisore. Shanno ha potuto frequentare solamente cinque anni di scuola per poi essere costretta, da restrizioni economiche della famiglia, all'età di dodici anni, a lavorare in fabbrica. Lavorava giorno e notte con piccole pause per mangiare e dormire in una fabbrica che produceva uncini metallici. La piccola Shannu guadagnava 50 paise (corrispondono a 50 centesimi di rupia indiana ovvero 0,0068 euro) ogni 24 pezzi lavorati. Un giorno incontrò i volontari di Chetna che stavano svolgendo alcune attività di scolarizzazione vicino a casa sua e da allora la sua vita è cambiata. Ora sta frequentando un corso di laurea in operatore sociale presso Indira Ghandi National Open University.

 

Le pagine di Balaknama trattano i temi della povertà, dell'emarginazione, delle brutalità da parte della polizia, della vita dello slum e della dipendenza da narcotici da parte dei bambini di strada. Ma tratta anche i temi delle opportunità di lavoro e dell'open schooling.

All'interno dello staff i più giovani vengono formati dai più anziani sui temi del valore dell'educazione, sui diritti umani e sulla legislazione indiana che li riguarda attraverso metodi innovativi che comprendono attività ludiche di gruppo. Inoltre, ogni associato riceve un corso di formazione di diversi giorni sulle metodologie pedagogiche.

Balaknama sta crescendo: delle 4 pagine dei primi tempi, ora il giornale raggiunge le otto pagine. I ragazzi dello staff si occupano anche della distribuzione per strada e sebbene il costo sia di due rupie (0,027 euro), il più delle volte viene distribuito gratuitamente. Inoltre il giornale viene distribuito via posta alle principali ONG che operano sul territorio nazionale indiano, a gruppi di tutela legale all'infanzia e a tutte le ambasciate della capitale indiana. Esistono due versioni del giornale: quella in hindi con una tiratura di 5000 copie, e quella in inglese con una tiratura di 3000 copie.

 

Balaknama non è semplicemente uno streetpaper ma si è trasformato innanzitutto in un luogo di socializzazione per i ragazzi di strada, e, in alcuni casi, è stato in grado di offrire una visione nuova nella vita di questi ragazzi ed un potenziamento nell'autoaffermazione di un sé più forte.  

 

Dal subcontinente indiano

Mauro Alfarano

 

 

 

 

Fonte immagini:

www.dc4mf.org

www.thedailystar.net

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