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BHAGSU, UN INCONTRO PARTICOLARE - SECONDA PARTE

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 27/11/2012 17:31

[...] Idwar Puri Baba è un uomo oltre la cinquantina. Indiano, originario dello stato del West Bengal. Di famiglia bhramina (la casta più alta) studia e diventa ingegnere. Si sposa ed ha una figlia, e lavora in qualità di ingegnere per un'azienda. Una vita normale: un buon lavoro ed una famiglia amorevole. Ma verso la quarantina decide di mollare tutto: lavoro, carriere, moglie, figlia, vita mondana. E tutto ciò per imboccare la strada che lo porterà a diventare sadhu prima e baba poi. Dell'ordine dei baba "puri" (vestono d'arancione in genere).
La motivazione?
"Because I'm like that!" - perche' sono fatto così!
La figura di Idwar Puri Baba è decisamente singolare. Un uomo di bassa statura, esile di corporatura, con una barba lunghissima, sempre vestito di rosso o d'arancione, con scarponi troppo grandi, senza denti e con una sorta di apparecchio acustico all'orecchio. Ma non crediate che sia una persona debole e invecchiata. Sebbene sia oltre la cinquantina, ha una forza incredibile, e passare il lungo inverno tra queste montagne e senza alcun tipo di riscaldamento, non è cosa facile.


Sempre serioso, di pochissime parole, ero solito incontrarlo ogni mattina nel piccolo chai shop "Rooja". Non una parola tra i fumi sacri a Shiva. Fino al giorno in cui mi viene incontro per donarmi un testo in inglese di J. Khrisnamurti. E da quel giorno abbiamo passato le giornate in giro tra le foreste di queste montagne, senza parole, non sono necessarie. Era una comunicazione fatta di sguardi, meditativa, piena. Io non chiedevo nulla, aspettavo. Perche' ogni tanto ci fermavamo e il baba mi parlava di vita, di me, di se', tra un chai (the) ed i fumi sacri a Shiva. Ed erano parole preziose, pesanti.
 
Ecco alcuni spezzoni di queste preziose dialettiche:
 
"... la forma è la cornice della non-forma. Come il cielo, non puoi riprodurlo, racchiuderlo.  Le persone lo fanno: fanno dipinti del cielo, ne fanno fotografie per poi incorniciarle e appenderle ad una parete. Ma il cielo non ha cornici. Osservalo! Puoi vedere cornici? Quello che puoi osservare è l'Infinito.
E così gli uomini mettono cornici a Dio ed ecco le religioni, alla vita ed ecco le leggi e le morali. Ma Dio non ha cornici, così come la nostra vita. Siamo frammenti di Infinito..."

 
"... solo conoscendo se stessi si può arrivare a conoscere l'umanità intera. E bisogna stare soli per conoscersi. I saggi si allontanano dal mondo pur essendo nel mondo: sono e non sono..."
 
"... e diffida sempre di chi ti vuole regalare o vendere la felicità, la comunione con Dio, la gioia. Diffida di tutti questi impostori. Perchè non c'è proprio nulla da cercare, proprio nulla. Non bisogna cercare, ma pulirsi: eliminare quella crosta determinata dalla mente che ci impedisce un ascolto autentico del nostro essere, della nostra essenza"
 
"... la morte va accettata. Dobbiamo accettare che il nostro corpo e la nostra mente sono destinate a morire, a mutare. Le persone invece che fanno? Si aggrappano a tutto con ferocia e infine si aggrappano alla vita, non vogliono morire. Ma io uso il mio corpo e la mia mente. Queste persone invece vengono usate dal corpo e dalla mente. Io, semplicemente, un giorno andrò verso un altro corpo, verso un'altra mente..."
 
E così via. Questi sono solo frammenti degli insegnamenti del baba. Piccoli frammenti.
 
E il sorriso di Idwar Puri Baba è di una bellezza straordinaria. Il sorrisop di un bambino.
 
E se avete avuto la pazienza di leggere queste mie parole, e se lo avete fatto nel modo giusto (lo sapete voi, ognuno di voi, qual è il modo giusto), vi consiglio l'ascolto di una canzone, di una preghiera:
Lode all'Inviolato di Franco Battiato
 
A Idwar Puri Baba, che il Signore lo tenga in gloria!

Mauro Alfarano

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