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È MONSONE: QUANDO IL CIELO ABBRACCIA LA TERRA

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 27/11/2012 17:31

Bhagsu 04-07-2010: è arrivato il monsone. Con un leggero ritardo ma, si sa', il tempo sta cambiando anche qui. Come noi del resto...

Come detto il cielo qui a Bhagsu è un'esperienza mistica, e il monsone quando arriva segna il cuore.
L'anno scorso quando ho visto arrivare il monsone ero sempre qui tra le montage di Bhagsu. Ed ero nell'ashram di Om Baba con Idwar Puri Baba e Cherry Baba. Era stato un pomeriggio intenso nel piccolo villaggio non distante da Bhagsu, dove con Idwar Puri e Om baba, avevamo presenziato ad una funzione hindu presso la famiglia di un amico. Per i bambini maschi di quella famiglia era giunto il momento di sottoporsi ad un atto di purificazione di fronte a Dio, rasandosi completamente il cranio in atto di devozione presso il tempio. Ed e' stato giorno di festa, quindi cibo in abbondanza per tutti e musica, tra i fumi sacri a Shiva. E la notte, con i due baba, abbiamo lasciato la festa per recarci all'ashram per passarvi la notte. L'ashram di Om Baba si trova a ridosso del fiume tra le foreste di quella vallata. Un posto in armonia con la natura ospitante. E attorno al fuoco sacro ci siamo addormentati , a terra, adagiati su una stuoia. E improvvisamente abbiamo sentito il cielo ruggire. Siamo usciti fuori ed ho assistito ad uno spettacolo unico: nuvole gonfie, cupe, enormi, muoversi velocemente verso di noi. Cariche di pioggia e seguite da uno strascico di lampi potenti come flash, da tuoni gridanti e da saette nel cielo. Una magia attesa tutto l'anno: l'arrivo dell'acqua, della vita.


Quell'anno il monsone arrivò, come da consuetudine, la notte del 16 giugno, il compleanno di mia madre. E se l'acqua del monsone porta la vita, cosi' come l'acqua sacra del Gange, e' quindi madre generatrice di vita, glorificante. Una strana coincidenza (ma si sa che il caso non esiste...) ha legato l'arrivo del monsone, ovvero della vita che rinasce, e il giorno di nascita di mia madre, che per me significa appunto vita che rinasce.
 
L'arrivo del monsone e; una festa in tutto il subcontinente indiano . Qualche anno fa mi trovavo a Delhi nel quartiere di Paharganj, vicino alla principale stazione dei treni della citta'. Mi sveglio al mattino, faccio per uscire e, improvvisamente vedo trasformato il quartiere. Quella che fino a poche ore prima era una strada polverosa e sporca e cotta al sol leone degli oltre 40 gradi di Delhi, improvvisamente trasformata in un canale di oltre 30 centimetri d'acqua. Acqua ovunque: nelle strade, nei negozi, nei pianterreni delle case e degli alberghi. Insomma quello che da noi chiameremmo emergenza, qui e' una festa con bambini e adulti a buttarsi nell'acqua, a giocare, a correre finalmente rinfrescati e benedetti di gioia.

Ricordo ancora oggi il mio volto sbalordito e un po' terrificato dalla situazione, fino a che un indiano mi si avvicina e mi dice tutto sorridente (di un sorriso indimenticabile):
<<Such a lovely rainy day!>>, Che amorevole giorno di pioggia che e' oggi!
E allora mi sono arreso, ho lasciato lo stupore alle spalle, e mi sono letteralmente tuffato nella calca "masala" indiana.
 
Quest'anno, invece, quel quattro luglio, semplicemente il cielo ci ha inondato. E' stata una sorta di tzunami del cielo. Il cielo con le sue nuvole regnanti mi ha letteralmente avvolto. In pocgi minuti, Bhagsu e' diventata una barca nell'oceano, cosi' sembrava il panorama dalle alture himalayane.
 
Il monsone ogni anno porta la vita, in una terra, l'India, ricca d'acqua. Ogni anno porta la gioia di una benedizione sospirata. Ogni piccolo ritardo porta sofferenze profonde. Cosi' come la sacra acqua del Gange, il monsone e' un contatto diretto col divino. Con una delle tante forme del divino. In India non e' straordinario incontrare storie che rievocano i tempi in cui era sovrano chi avesse incontrato ed amato la dea delle acque sotterranee, che gli aveva fatto dono delle terre da lei intrise e nutrite.
 
Acqua, come detto, e' vita, forza generatrice, sostanza divina.
 
Mauro Alfarano

Musica consigliata durante la lettura: Om Jai Gange Mata

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