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KANNUR: DAL MAESTRO CHANDRA GURUKALL

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 27/11/2012 17:30

La cittadina di Kannur (ex Cannanore) si trova nella parte settentrionale dello stato del Kerala, India del sud. Essendo sulla costa si affaccia sul Mar Arabico. Kannur e' abbastanza ricca (come del resto tutto il Kerala), famosa per la manifattura di bidi (le sigarette indiane molto piu' simili a piccoli sigari), per la preparazione di prodotti da forno, piu' qualche industria tessile.

   Ma cio' che e' veramente importante in questa piccola citta' sono alcuni aspetti della religione hindu che rendono Kannur unica al mondo. Innanzitutto i theyyam: un antichissimo rituale hindu in cui i danzatori (solo uomini) entrano quasi in uno stato di trans attorno al fuoco durante il rituale che inizia al tramonto per ternare all'alba.
E ancora lo sviluppo dei vari aspetti della medicina ayurvedica: dalla produzione di farmaci a base di erbe e di oli terapeutici, al massaggio, alle cliniche.
E proprio il massaggio e' al centro di questo racconto.


   A Kannur vi giunsi quasi cinque anni fa, grazie a Lee, una ragazza cinese di Taiwan, con la quale viaggiai insieme per un breve periodo, la quale mi scrisse consigliandomi di andare nella cittadina del Kerala.
E cosi' arrivai a kannur, col bus, da Mysore.
Nulla accade per caso, e la serie di circostanze che mi portarono, dapprima ad alloggiare nela casa di Jaiyakumara, e poi ad incontrare Chandra Gurukall, sono state, a dir poco, sorprendenti.
ma andiamo con ordine.


   Come detto mi fermai a soggiornare nella casa di Jaiyakumara, una vecchia casa in stile colonico con un bellissimo giardino che inebriava l'aria con i profumi dei tanti alberi di sandalo (in kerala sono abbastanza comuni, e profumatissimi!), situata vicino alla spiaggia di Payambalam.
Jaiyakumara (uncle per me) e' un signore anziano che, dopo aver passato tutta la vita nel frenetico businness di Mumbay, decide di tornare nella citta' e nella casa natale di Kannur. E sin da subito, tra me e l'uncle Jaiyakumara, ci fu un feeling speciale.

   Amo le persone anziane, le rughe che scavano i volti. Amo le vite vissute che, anche se diversissime dalla mia, sono comunque pezzi di Storia. E quindi come tali presi e rispettati.
Ricordo ancora le serate passate in veranda in cui Jaiyakumara mi parlava di se', della sua vita a Mumbay, delle tradizioni di Kannur, di India, della sua vita privata. Io ascoltavo con ammirazione e rispetto sincero. Settantre' anni di Storia hanno molte cose da raccontare!
Ma soprattutto fu il mio uncle indiano a farmi incontrare Chandra Gurukall.

Chandra Gurukall, una persona sulla settantina ma con piu' energia di un ventenne, proviene da una famiglia che per tradizione conosce e pratica l'arte marziale kalaripayattu e l'arte del massaggio kalari.

   Il kalaripayattu e' un'antichissima forma di arte marziale, precedente alle scuole cinesi (molti affermano sia la Madre di tutte le arti marziali) originaria e praticata in questa area del Kerala del nord.
Assistere ad una performance di kalaripayattu e' uno spettacolo fatto di acrobazie, controllo, colpi su punti segreti, dove la violenza non emerge, resta assopita. E proprio questo e' il punto di tutte le arti marziali, nate appunto dalle varie scuole buddiste indiane esclusivamente come strumento di difesa, violenza insita e necessaria.
E il massaggio kalari terapeutico, inserito nella vasta gamma dei massaggi del kerala, serve prima, per tonficare e preparare il corpo dell'atleta kalaripayattu prima della performance, e dopo, per rilassare e alleviare i dolori.
E Chandra Gurukall fu il mio maestro, il mio guru, del massaggio kalari.

La comunicazione tra me e il maestro era basata quasi esclusivamente sul non verbale (Chandra parla solo malayalam, la lingua del kerala) e, quest'aspetto, durante le varie settimane di apprendimento, da limite divenne risorsa. Viaggiando ho imparato quanto sia limitante una comunicazione basata quasi esclusivamente sul verbale, e quanto invece, sia ricco e pieno il non verbale.

   Ho un lucido ricordo della mia prima "lezione". Chandra Gurukall mi diede della farina e dell'acqua e mi disse (facendomi capire in un qualche modo): ora devi fare un chapati che sia buono  (il chapati e' il pane non lievitato indiano), solo allora potrai iniziare ad apprendere l'ate del massaggio. Impiegai tutta la giornata a impastare farina e acqua, modellandola, dandogli la forma del chapati per poi passare alla cottura. E impastare, modellare, sentire, sono alla base di ogni massaggio. L'importanza della manualita', del fare, prima di tutte le parole e di tutte le teorie: altrettanto importanti ma secondarie.
Una metafora della vita!
 
E cosi', da quella prima giornata a base di chapati, Chandra Gurukall venne ogni mattina per sei settimane, a insegnarmi l'arte del massaggio kalari.
 
Dopo Chandra Gurukall ho avuto altri maestri, a Varanasi e Gokarna. Saro' studente per tutta questa vita.
 
Om Namah Shivaia
 
Mauro Alfarano

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