Tu sei qui: Home / Cronache di viaggio / Oltre il viaggio / [CRONACHE INDIANE] LA STORIA DELLE TRE INDIE...

[CRONACHE INDIANE] LA STORIA DELLE TRE INDIE...

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 03/05/2013 11:20
... e del fallimento di uno Stato

Mauro è un giovane modenese che da anni ha scelto di vivere in India. Attraverso i suoi consigli di lettura e le sue riflessioni proviamo a conoscere meglio la società indiana.

 

Il seguente articolo, dal titolo "Tale of three Indias and a failed State", porta la firma di Ram Jethmalani (senior politico ed eminente avvocato), ed è stato pubblicato dal quotidiano indiano in lingua inglese "The New Indian Express" in data 8 aprile 2013.

L'articolo è un punto di vista. Un punto di vista che porta una firma importante nello scenario politico intellettuale indiano. Ma pur sempre un punto di vista…

L'articolo prende in esame gli scenari urbani e semi-urbani delle grandi città dell'India. E' a mio modo di vedere un po' riduttiva l'analisi delle "tre Indie" nel senso che non prende in esame tutte quelle sfumature che esistono tra un'India e l'altra. Sfumature che però, in un paese di un miliardo e duecento milioni di persone, assumono una mole rilevante.

Sicuramente l'articolo ci pone di fronte ad una questione importante, ovvero al grosso limite della democrazia in un paese profondamente democratico, e quindi caratterizzato da una miriade di piccoli mondi che, a volte, sembrano coesistere quasi magicamente.

Il dato di fatto è che, ad ogni elezione, si assiste alla compravendita di quel "mare di voti", come li definisce l'articolista, che avviene attraverso la distribuzione gratuita di superalcolici e di qualche indumento maschile e femminile (sarees e loonghi). E quindi, ci pone di fronte a quello che potremmo chiamare "inceppo della democrazia", con un conseguente imbruttimento della stessa.

 

Dall'India

Mauro Alfarano

 

Tale of three indias and a failed State - La storia delle tre Indie e del fallimento di uno Stato

[...] in realtà non ci sono due Indie ma tre. La prima è rappresentata dalla classe ricca e famosa, la cui ricchezza ostentata non ha paragoni con nessun altro paese occidentale. Sono infatti tra le personalità più ricche del pianeta. Come i loro "colleghi" all'estero, controllano governi e le sue istituzioni democratiche attraverso la loro ricchezza. Rappresentano un enorme potere decisionale a livello nazionale e internazionale, non solo per proteggere, ma per espandere i loro interessi economici e finanziari, spesso al prezzo dell'interesse nazionale o del bene comune.

 

La seconda India consiste nella nuova "classe media" che ha avuto una cresciuta enorme, e discreta, negli ultimi venti anni. E' riuscita a colpire e a lasciare il segno nel nostro tessuto sociale ed economico durante l'IT boom (softwers e applicazioni per internet), circa quindici anni fa, quando l'India ne è diventata leader mondiale. Questa India ha un'alta istruzione, lavora sodo, guadagna parecchio, vanta un'eguaglianza tra i generi, ed ha contribuito in maniera generosa alla crescita economica del nostro paese. Come riportato dal The Economist, è questa l'India che ha quel talento per guidare da leader l'economia del paese in un'ottica globale. A questa seconda India appartengono i centri commerciali, i bar di tendenza e le catene alberghiere, così come gli abiti firmati. Come il loro numero si espande, cambiano il carattere architettonico dei centri urbani e pre-urbani, così come il traffico, l'economia e la demografia. Indirettamente cambiano anche le dinamiche sociali dell'India rurale, attraendo una migrazione da zone semi rurali, al fine di rispondere ai loro bisogni domestici e mondani. I centri commerciali, gli hotels, i ristoranti, i centri estetici e le palestre necessitano di mano d'opera a tutti livelli, dalla costruzione al mantenimento, ed una migrazione massiccia dalle zone semi rurali del nord est verso le grandi città è più che mai evidente. La dimensione della classe media in India ha raggiunto ad oggi 160 milioni di individui, quasi il venti per cento della popolazione, ma analisti ne indicano una crescita fino al 37,2 percentuale nei prossimi anni.

 

Ma, la classe media, deve prima di tutto trovare un partito politico attraverso il quale articolare se stessa. La classe media indiana esige standard di vita medio alti, così come ogni altro collega occidentale: una corretta governance, divertimento, legge, ordine e sicurezza pubblica. Meno corruzione e meno burocrazia. Mentre invece assistiamo ad un linguaggio politico perlopiù riservato alle zone rurali del paese (che rappresentano in termini di elettorato la stragrande maggioranza) che per la classe media non significa assolutamente nulla. La classe media è la grande vittima della corruzione della classe politica.

 

La classe media non è mai stata coccolata in India: non avendo i numeri e quindi la capacità di influenzare i risultati elettorali. Ma la sua rapida espansione necessita in maniera disperata di una classe politica in grado di difendere i suoi interessi. Mentre invece assistiamo a tutte le forze politiche che in coro cercano di ostacolare questo processo.

 

La terza India è l'India dei poveri. In ogni città indiana possiamo vederli vivere nelle strade ad elemosinare o cercare in ogni modo di sbarcare il lunario. Nelle zone rurali da dove vengono sono anche lì tra i gradini più bassi facendo lavori umili e, molto spesso, pieni di debiti.

La terza India sembra non cambiare mai ed è sempre messa da parte da ogni classe politica. Persistono nel loro quotidiano, dove non è importante se il tasso di crescita del paese è del 4% o dell'8%. Sono il foraggio della democrazia indiana, generalmente visti come l'illimitato ed eterno mare di voti che ogni forza politica vorrebbe per sé.

 

I leaders dei partiti al governo hanno realizzato che, decidere di mantenere la loro condizione immutata, è la via più sicura per mantenere il potere in regime democratico. Ma, sfortunatamente, questo vale anche per i partiti di minoranza e all'opposizione al governo centrale. E' il caso dei comunisti * del West Bengal **, per esempio, hanno guidato lo stato per più di trenta anni, ma gli indicatori di sviluppo economico e umano sono tra i più bassi della nazione. Perché accade questo? La risposta è semplice, - ovviamente – perché è intenzionale!

 

* Per "comunisti" l'articolista vuole indicare il "Trinamool Congress", partito che governa, col carisma del suo leader donna Mamata Banerjee, lo Stato del West Bengal. E' chiaramente un partito di ispirazione comunista in "salsa bengalese". In realtà in India esistono diversi partiti di ispirazione comunista-marxista. Come dire.... gli indiani non si fanno mancare proprio nulla!

 

** L'India è uno Stato federale dove i singoli stati hanno abbastanza potere rispetto al Governo Centrale. Il West Bengal ha come capoluogo Calcutta (Kolkata).

Etilometro

Etilometro on-line

Consulenze online

piccolo chimico

Piccolo chimico

Gioco azzardo

Gioco d'azzardo

Prevaricazioni e bullismo

Prevaricazioni e bullismo

Servizio civile

Servizio civile

scrivici