Tu sei qui: Home / Cronache di viaggio / Oltre il viaggio / PIPOP ART IN PAI

PIPOP ART IN PAI

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 27/11/2012 17:30

Ottobre 2009
Mi trovavo in Thailandia. Come solito uso andare a Bangkok o Kuala Lumpur per questioni di visto. E quell'ottobre del 2009 una volta sbrigate tutte le questioni burocratiche del mio girovagare decisi di lasciare la caotica metropoli di Bangkok per andare in un posto che qualche viaggiatore mi consigliò. La località si chiama Pai e si trova nella parte nord occidentale deln paese, vicinissima al confine col Myanmar (ex Birmania). I viaggiatori che mi consigliarono questa località me la descrissero come un luogo tranquillo, tra le lussoreggianti colline tropicali di quella parte della Thailandia, immersa nella natura e nelle tradizioni delle varie etnie shan, thai e jiin haw (minoranza mussulmana).


   E quindi da Bangkok presi un pullman che dopo una notte di viaggio mi portò a Chiang Mai, l'unica città del nord della Thailandia, e da lì presi un altro bus per Pai.


   Tra l'altro la cosa buffa è che la parola pai significa in thai "vai", e quindi "pai Pai!" si traduce in "vai a Pai!".

   E proprio sul bus che da Chiang Mai mi ha portato a Pai ho avuto la fortuna di conoscere Pipop. L'incontro è stato del tutto fortuito, a me aveva colpito molto il sorriso e la maglietta a maniche corte che Pipop indossava: bucherellata da lui stesso in modo "artistico". E quindi appena salito sul bus ci fu subito uno scambio di sguardi ed un sorriso reciproco e ci osservammo un poco fino a che Pipop mi chiese da dove venivo. E da quel momento è nata un'amicizia ed una stima reciproca.

 

   Ma andiamo per punti. Innanzitutto chi è Pipop? Pipop Pornsangsilp è senza dubbio un uomo speciale, dotato di un enorme capacità comunicativa, la stessa capacità comunicativa che impiega nell'arte. E' infatti un artista contemporaneo, un pittore tra i più famosi e stimati in Thailandia, e non solo, avendo esposto le proprie tele un po per tutta Asia oltre che in Austria, Francia, Germania e Olanda. I suoi lavori sono quotati migliaia di dollari, ma lui vive come se tutto ciò non esistesse affatto.


   Dopo essersi sposato ed aver avuto una famiglia e dopo diversi anni di insegnamento a Bangkok, in uno degli istituti d'arte più importanti del sud est asiatico, decide di lasciare tutto e di dedicarsi senza vincoli alla propria ispirazione artistica. Da allora si è impegnato quasi interamente alla pittura contemporanea esponendo nei paesi sopra elencati e diventando appunto uno dei piu importanti artisti viventi thailandesi. Esistono molte particolarità della vita di Pipop che ne hanno reso un personaggio di rilievo, per esempio il fatto che abbia girato per oltre trent'anni per tutta la Thailandia con la sua vecchia (solo all'anagrafe) auto, una Volkswagen Standard del 1942 (e pressapoco coetanea dell'artista) la quale oltre ad essere utilizzata semplicemente come automobile, era diventata il suo studio mobile e la sua casa mobile. E questo per tutta la Thailandia. E poi la sua casa, vicina al centro di Bangkok (una città di 15 milioni di persone), e costruita come le vecchie case tradizionali della Thailandia: una palafitta in legno con tanto di aia per le galline. Fui ospite per una giornata nella sua "art house" e vi posso assicurare che è davvero sorprendente trovarsi in questa oasi surreale tra il cemento di una delle più grandi metropoli al mondo.

 

   Nella mia permanenza a Pai assistetti ed aiutai l'artista nella preparazione e nell'allestimento della mostra che sarebbe stata ospitata tra le colline di quella piccola cittadina. Come detto, Pipop è una persona speciale, una di quelle persone rare che pur avendo una disponibilità economica cospicua, non solo non lo dimostrano, ma vivono come se le ricchezze non esistessero. Ed infatti Pipop a Pai era senza un soldo, al punto tale che non aveva neppure i denari per comprare i colori a olio per dipingere. E quindi l'artista si era ingegnato in metodi pittorici alternativi, ovvero di fare necessità virtù: inzia a dipingere col fumo di una candela e con questo metodo e con l'aggiunta di qualche colore, è riuscito a produrre opere artistiche di una profondità e, al tempo stesso, di una semplicità sorprendente.


   Passavo le giornate ad osservarlo, perché vederlo lavorare era davvero un'esperienza. Ogni tanto comperavo qualche birra e qualche coscia di pollo con sticky rice e mangiavamo insieme. Ogni tanto lo accompagnavo in una passeggiata nel villaggio. 
   E questo è stato il mio soggiorno a Pai.

 

Vorrei chiudere con una frase che Pipop usava dire spesso:
<<... my art is not about businness, it's something I just want to know - that I feel I have done something worthwhile as a human being on this earth, because art makes the world peaceful!>>
La mia arte non è per businness, è qualcosa che voglio conoscere - che sento di aver fatto qualcosa che possa essere utile per il genere umano su questa terra, perchè l'arte è in grado di appacificare il mondo!

Mauro Alfarano

Etilometro

Etilometro on-line

Consulenze online

piccolo chimico

Piccolo chimico

Gioco azzardo

Gioco d'azzardo

Prevaricazioni e bullismo

Prevaricazioni e bullismo

Servizio civile

Servizio civile

scrivici