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TENSIONE AL CONFINE INDIA NEPAL

creato da Mauro Alfarano — ultima modifica 17/11/2015 14:04

Subito dopo la controversa e dibattuta adozione della Costituzione, lo scorso settembre, il potere legislativo nepalese ha eletto K.P. Sharma Oli, leader del partito comunista, Primo Ministro del Nepal lo scorso 11 ottobre. Il nuovo Primo Ministro è andato a sostituire Sushil Korala (Congress Party of Nepal). La vittoria di Oli è avvenuta con una maggioranza di 338 seggi su 597.

 

La Costituzione, recentemente promulgata, è stata la scintilla che ha dato vita ad una marea di contestazioni nella regione del Terai, al confine con l'India, e dominata dalla comunità Madhesi. I Madhesi contestano il fatto che la Costituzione non apporti alcuna miglioria alla propria comunità, che avendo un forte legame culturale e linguistico con l'India è sempre stata ai margini della vita politica ed economica del Nepal.

L'India, dal canto suo, non ha certo accolto con un sorriso la nuova Costituzione nepalese, rimarcando a varie riprese la disciminazione verso una fetta importante della popolazione di quel paese. Il governo indiano ha tacitamente incoraggiato un blocco economico che sta portando da più di un mese enormi disagi alla popolazione nepalese e sta abbattendo definitivamente quel poco di economia rimasta dal terremoto. L'impatto devastante del terremoto avvenuto in Nepal lo scorso aprile, ha causato una stima di danni pari a 10 miliardi di dollari. E questo, in un paese tra i più poveri al mondo, che per la maggior parte vive di rimesse e turismo, e che, in virtù di ciò che è accaduto nel post terremoto, posso tranquillamente affermare che è anche tra i meno organizzati del mondo.

Gli enormi disagi che sta subendo la popolazione nepalese sono visibili a occhio nudo: file chilometriche per aggiudicarsi un litro di benzina, e carenza significativa di molti prodotti agricoli e manifatturieri.

 

Il sessantatrenne Oli ha fama di non avere peli sulla lingua. Non si è mai tirato indietro quando, da leader dell'opposizione, si trattava di criticare con toni accesi le varie politiche del governo indiano con ricadute sul sistema politico economico nepalese. Criticando, peraltro, anche la posizione dell'India in merito alla nuova Costituzione. Tuttavia, una volta eletto Primo Ministro, ha subito richiamato l'attenzione ad un ritorno alla storica amicizia indo - nepalese, esprimendosi mortificato per il deterioramento dei rapporti ma affermando anche che il mondo intero ha accolto e dato il benvenuto alla nuova Costituzione del Nepal. Appunto. il mondo intero ma non l'India!

"Sono sorpreso che il nostro affidabile e storico amico [India] si limiti ad osservare il blocco economico senza intervenire in modo alcuno. Si può discutere ma non si può rovinare in maniera indelebile un'amicizia storica tra i due peasi." ha affermato Oli ad un'agenzia di stampa indiana.

"Nessuno dovrebbe mai deteriorare l'amicizia tra due paesi schierandosi apertamente su cose di piccolo conto" ha concluso Oli. Ha seguito poi la fredda dichiarazione del Ministro degli Esteri indiano affermando lo sconcerto per i fatti di violenza [che hanno portato alla morte di diverse persone tra indiani e nepalesi] al confine indo-nepalese.

E queste sono le dichiarazioni ufficiali.

 

Ma per noi che ci occupiamo di politica e non crediamo alle favole, sappiamo bene che il problema è ben definito. Il Nepal, che ha sempre avuto un rapporto stretto con l'India per motivi culturali e commerciali, dalla rivoluzione maoista che ha destituito la monarchia, a oggi, sta sempre di più stringendo l'occhiolino alla Cina. E l'approvazione della Costituzione che di fatto non prende in considerazione la minoranza Madhesi (filo indiana), è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Producendo un tacito blocco delle merci di prima necessità dall'India verso il confine nepalese.

Il Primo Ministro Oli nelle note ufficiali si giustifica affermando che la Costituzione è stata approvata con i voti a favore dell'85% dei membri dell'Assemblea Costitutiva, e che, in regime democratico, non si può pretendere di ottenere il 100% dell'approvazione. Insomma la maggioranza vince!

Inoltre i leaders dei due principali partiti comunisti del Nepal hanno ripetutamente fatto leva sul diritto dell'autosovranità del popolo nepalese.

 

I media nepalesi hanno più volte rimarcato il fatto che se il Nepal si fosse autoproclamato Repubblica Hindù, oppure se avesse dato facilitazioni all'India sul settore dell'energia idroelettrica, il governo indiano avrebbe trascurato e sottaciuto sulla questione della minoranza madhesi. La rabbia del popolo nepalese verso gli indiani sta salendo in maniera verticale mentre la classe media rimprovera all'India i continui tentativi di interferire sulle questioni interne del Nepal. Ma intanto per tutto il paese, Kathmandu compresa, le file di ore per un po' di benzina o di gas per uso domestico sono quotidiane e di conseguenza la rabbia.

Tutto il carburante usato in Nepal è importato dall'India. Ed i rifornimenti dall'India verso il Nepal si sono bloccati due giorni dopo la promulgazione della Costituzione.

Mentre si sente nell'aria una presa di posizione forte da parte dell'Onu sulla questioni dei blocchi, il governo indiano attraverso il Ministro degli Affari Esteri, Sushma Swaraj, continua ad affermare che le responsabilità sui blocchi sono da attribuire alla carenza di logistica interna del Nepal, e che il governo indiano è assolutamente estraneo alla questione.

Ci si auspica la fine del blocco ma risulta evidente che, anche nel caso di una presa di posizione dell'Onu, la questione è tra India e Cina col povero Nepal nel mezzo. Negli ultimi anni diversi paesi storicamente sotto influenza indiana hanno strizzato l'occhio alla Cina, non ultimo lo Sri Lanka.

Ciò che sta avvenendo oggi nell'Asia Centrale è la battaglia, diplomatica ma non solo, per aggiudicarsi il controllo politico ed economico della macro regione. Ed il Nepal non è altro che un piccolo tassello del mosaico.





Dalla regione himalayana del Kumaon

articolo di MAURO ALFARANO

 

 

 

Fonti foto: 

https://it.wikipedia.org/wiki/

http://www.nytimes.com/interactive/2015/world/asia/nepal-earthquake-photos.html

www.galuzzi.it

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