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Il Progetto INFOBUS incontra "I Nonni Pietosi" di Modena EST

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 19/07/2017 11:18
I "nonni pietosi", questo è il nome che si è dato la compagnia che si ritrova in un parchetto nei pressi della zona industriale di Modena Est.

Incontriamo il gruppo di ragazzi il 13 Giugno, verso le 10 di sera, mentre chiacchierano seduti in un parchetto nella zona industriale di Modena Est.

 

Al momento dell’incontro si presentano disponibili e aperti al dialogo. Sono in sette, cinque ragazzi e due ragazze. Ci dicono fin da subito che non è presente tutto il gruppo e che sono una compagnia molto più numerosa. È un gruppo che si è formato da diversi anni in modo spontaneo, dal momento che frequentavano tutti le stesse scuole e abitano quasi tutti nel quartiere.

Quando è nata la compagnia era composta quasi esclusivamente da ragazzi; le ragazze che vi fanno parte sono le morose dei vari componenti della stessa. Hanno quindi tutti la stessa età, tra i 22 e i 23 anni. Tre dei ragazzi presenti quella sera lavorano (due ragazzi e una ragazza), mentre il resto studia ancora all’Università o è in procinto di laurearsi. Chiediamo poi loro quali sono le attività che preferiscono svolgere quando sono in compagnia e qui emerge la loro passione per i motori.

Ci raccontano che si trovano spesso in garage per sistemare motorini e vespe, che escono spesso con le pit-bike e che, frequentemente, passano la domenica pomeriggio in giro con le vespe per i colli modenesi.

Ci dicono anche di essere iscritti al "Vespa club" di Modena. Oltre alla passione per i motori, gli piace anche andare a pescare, sia di notte che di giorno, oppure ritrovarsi la sera a casa di qualcuno a guardare un film o fare qualche gioco da tavolo se fuori è brutto tempo, altrimenti andare a prendere un gelato e fare un giro chiacchierando, o ritrovarsi proprio in quel parchetto a suonare un po’ in compagnia. Ogni tanto vanno ad Ospitaletto, e passare lì interi weekend sfruttando la casa di un altro componente del gruppo che quella sera non è presente. Non vanno spesso in discoteca, ci raccontano che dall’inizio dell’anno è capitato una volta sola, ma è stata veramente un’eccezione.

 

Procedendo con l’intervista, chiediamo loro quali siano gli argomenti trattati nel gruppo e ci rispondo, primo tra tutti, "i motori"; emerge che in realtà i temi affrontati sono piuttosto vari: discutono di argomenti riguardanti il sociale, la politica e la legalità e ci confessano come siano temi che creano accesi dibattiti all’interno del gruppo e che possono continuare anche per serate intere. Alcuni degli argomenti più affrontati che genera attriti riguarda la privatizzazione dei servizi, in particolar modo della sanità, ed anche durante l'intervista la discussione si ripresenta sempre comunque in toni pacati e mai aggressivi. Quando chiediamo del loro rapporto col vicinato ci confessano che da più piccolini, hanno creato un po’ di disturbo con motorini o musica, ma che i rapporti sono più che distesi e non hanno mai avuto particolari problemi con le forze dell’ordine. Tuttavia, riferisce uno di loro: "Una volta stavamo andando a pesca in una zona dove l'accesso era vietato, abbiamo trovato una macchina abbandonata e bruciata. Abbiamo fatto la segnalazione alle forze dell'ordine, ma anziché ringraziarci ci hanno interrogato".

Con le altre compagnie hanno un rapporto molto pacifico, ma tendono a restare comunque isolati, non frequentando polisportive centri giovanili o parrocchie.

 

Proviamo a cercare di capire cosa pensano della loro città, cosa vorrebbero cambiare se ne avessero la possibilità, allora ci riferiscono che il Comune sta lavorando bene, una delle due ragazze, ad esempio, apprezza la celerità con cui alcune strade sono state messe a posto nel tragitto che percorre per andare a lavoro.

Per loro Modena è una città dove ci si muove bene e propone una vasta gamma di attività e di svaghi, il problema sta nella poca pubblicità che viene fatta di queste opportunità.

 

Infine, quando gli chiediamo cosa vorrebbero da Modena, ci dicono che gli piacerebbe un luogo dove poter testare i prototipi e i veicoli personali in modo da non dover fare ciò sulle strade pubbliche e mettere in pericolo la propria incolumità e quella altrui, cosa che accade di frequente.

Ci fanno questa richiesta perché considerano Modena come la terra dei motori e vorrebbero poter coltivare questa passione che sentono far parte proprio della loro identità di modenesi.

 

È stata un'intervista lunga, ma piacevole, di rado si incontrano gruppi così riflessivi dove il dialogo e il confronto costituiscono gli elementi cardine su cui fondare e cementare lo spirito del gruppo.

 

 


Articolo a cura di

Vittoria Troise e Franco Mazzotti

Cooperativa sociale "Il Girasole"

Luglio 2017

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