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Un fumetto per conoscere la realtà delle mafie in Emilia-Romagna

creato da Angela Politi — ultima modifica 10/02/2016 08:43
"Mafie in Emilia-Romagna illustrate ai ragazzi".

Giorgia Vecchione, in arte Gea, è nata a Soliera, ha 25 anni, una laurea in Sviluppo e Cooperazione internazionale e una risposta efficace al problema di parlare di mafia con i ragazzi. Ne parlano Massimo Gaetano Alessi, Massimo Manzoli e Davide Vittori nella prefazione al fumetto che Giorgia ha realizzato a partire dal Dossier "Emilia Romagna Cose Nostre. Cronaca di un biennio di mafie in E.R. 2012-2014": «Questo fumetto supera il problema del linguaggio, unisce alle parole le immagini, restituisce con pochi segni  la realtà di una regione con 11 cosche mafiose in attività».

"Mafie in Emilia-Romagna illustrate ai ragazzi" è immediato, diretto, semplice.

In sole sette pagine fitte di disegni fornisce un'attenta panoramica che non banalizza e non riduce la questione, ma la traduce in un linguaggio più familiare ai ragazzi senza trattarli con sufficienza, ma spiegando, dove opportuno, termini e sigle che non tutti conoscono.

È un dialogo alla pari, estraneo al politichese, che nasce dalla domanda, posta in una delle tappe di presentazione del Dossier, «Andate nelle scuole?» e dalla risposta amara che ne è seguita: «Non quanto vorremmo».

«Quello che avete tra le mani» spiegano nella prefazione «è un lavoro che unisce la generazione di chi ha scritto il dossier  a quella di chi lo ha disegnato e diventa uno strumento per la terza che andrà a leggerlo». Un ponte per scegliere l'informazione come l'arma più efficace per combattere il fenomeno mafioso che si nutre di silenzi, ignoranza e omertà.

 

Gea ha scelto di parlare della mafia, della 'ndrangheta e di tutte le altre organizzazioni criminali spogliandole di stereotipi costruiti su un modello vecchio e quasi cinematografico, che rischiano di trasformare il mafioso in una figura mitologica. «Vi racconterò una storia che ha come protagonisti boss silenti, politici distratti, imprenditori e una società civile opulenta». Questa è la premessa che accompagna i primi disegni del fumetto, perché, come scrisse Giuseppe Fava, che viene citato a conclusione del fumetto, «i mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione». Chiarire l'equivoco diffuso su cosa sia mafia è il primo obiettivo da raggiungere per permettere ai ragazzi di comprendere quanto vicina alla loro vita quotidiana sia l'attività di queste fantomatiche organizzazioni di cui sentono parlare in tv, nei tg come nei film o nelle serie.

La mafia è quella dei proiettili e delle lettere minatorie, ma anche quella che gestisce lo spaccio di stupefacenti nel parco dove incontriamo gli amici, le slot del tabacchino sotto casa, gli appalti delle case che vengono costruite nei nostri quartieri, la prostituzione, il lavoro in nero o il traffico di armi che parte da Ravenna.

 

Solitamente nei fumetti l'episodio si chiude con la parola "Fine" a caratteri cubitali. Non stavolta. Gea passa il testimone ai lettori che prenderanno tra le mani questo fumetto, consegnando loro la responsabilità del proprio futuro.

«FINE? LO DECIDI TU!».

 

 

 

Articolo a cura di Angela Politi

 

 

Il fumetto di Gea è scaricabile gratuitamente dal sito del "Gruppo Antimafia Pio La Torre".

 

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