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INTERVISTA A DR. INK

creato da Giovanni Scalambra ultima modifica 16/11/2012 14:23
Stradanove incontra gli autori di 'Come crescere un robottone felice ed evitare di distruggere il mondo'

Dr. Ink è un collettivo formato da 6 fumettisti professionisti (Matteo Cuccato, Christian Cornia, Matteo Freddi, Cristina Giorgilli, Alessia Pastorello, Federico Tramonte) legati dallo stile umoristico del tratto e da un forte spirito d'intraprendenza.
   "Come crescere un robottone felice ed evitare di distruggere il mondo" è il loro primo lavoro di gruppo, un progetto a metà tra il manuale illustrato e il libro di design, un esperimento di autoproduzione oggettivamente notevole.
   Abbiamo incontrato Christian Cornia, uno dei sei talenti dietro Dr. Ink.

 

Presentaci la squadra di Dr. Ink e raccontaci com'è partita questa vostra avventura collettiva.
   Dr. Ink è un team creativo formato da 6 fumettisti professionisti (Matteo Cuccato, Christian Cornia, Matteo Freddi, Cristina Giorgilli, Alessia Pastorello, Federico Tramonte) a cui si aggiungono nella fase grafica e di editing Salvatore Santaniello e Maura Riva. Ognuno di noi arriva darealtà differenti, ma legati tutti da uno stile cartoon/umoristico. Il progetto Dr.Ink nasce quando alcuni di noi decidono di uscire dal gruppo Draw3rs2.0 [http://draw3rs.blogspot.it/], un collettivo di artisti, per dar vita ad una realtà più in linea con le nostre esigenze comunicative e provare a realizzare un progetto che fosse prettamente umoristico e che esaltasse le capacità di ognuno.

 

"Come crescere un robottone felice ed evitare di distruggere il mondo", per la cura editoriale, la grafica e la stampa, va ben oltre l'autoproduzione tradizionale. Siamo dalle parti - ed è un complimento - dell'artigianato. Com'è nato questo vostro ambizioso progetto?
Il gruppo è proprio nato dal bisogno di sfruttare le nostre specifiche capacità e conoscenze per arrivare a realizzare un progetto che potesse unirci tutti in una maniera più coerente. La prima ipotesi è stata quella di realizzare un fumetto con un’unica storia realizzata a più mani. Ma ci siamo resi conto che in questo modo la differenza tra i nostri stili avrebbe potuto penalizzarci. Serviva un tema molto flessibile che ci aiutasse a esprimerci come singoli e, allo stesso tempo, valorizzasse il prodotto. Il tema dei Robottoni è venuto naturale, perchè ci accomuna tutti. Invece il fatto di realizzare un manuale invece che un fumetto, ci permetteva di sviluppare ciascuno il proprio tema in perfetta autonomia. Avevamo inoltre il desiderio di sperimentare tutte quegli espedienti di cartotecnica che ci avevano esaltato nella nostra infanzia e quindi abbiamo cercato di inserirli nel manuale, e in un momento in cui tutti vanno verso il digitale, tornare verso il buon vecchio cartaceo è alquanto particolare e sottolinerei "artigianale" in quanto tutti i volumi sono stati montati manualmente da noi [http://www.youtube.com/watch?v=uDffhTa5u84].
Bisogna confessare che per la parte grafica e la cura editoriale è stata fondamentale la presenza di Salvatore e Maura che hanno imbrigliato le nostre follie per portarla verso una versione stampata. E non dimentichiamoci del nostro mitico stampatore, Mario, che per noi oramai ha assunto le sembianze di un eroe.

 

Autoproduzione. Scelta obbligata o consapevole tentativo di trovare una nuova strada?
   Il progetto realizzato come potrete vedere è alquanto complesso, con la presenza di molti elementi particolari. L'unico modo per non scendere a compromessi sul risultato che volevamo ottenere era autoprodurlo.  Questo ci ha aiutato con una maggiore libertà, ovviamente caricandoci di maggiori preoccupazioni e impegni... ma il prodotto finale ha ripagato tutto e non pensiamo di abbandonare il discorso autoproduzione per il futuro, anche se non disdegnamo nel futuro collaborazioni con altre realtà editoriali.

 

Robottoni. Ossia nostalgia come piovesse. Di cosa parla nel dettaglio la vostra "guida"?
   “Come crescere un robottone felice ed evitare di distruggere il mondo” è un manuale illustrato indispensabile per i nostalgici del genere robot -e un oggetto da collezione per tutti-, ideato e realizzato da Dr. Ink, per rendere omaggio alle serie  animate giapponesi.
Nel vademecum il prof Kabuto, emerito conoscitore della materia, introduce i lettori nel mondo dei robot e li accompagna lungo un percorso costruito per far crescere e addestrare nuovi amici robotici, affrontando le insidie del mondo. Siamo tutti cresciuti a pane e cartoni animati giapponesi, quindi il tema era legato alla nostra infanzia e ci piaceva creare un libro che potesse essere apprezzato sia dalle nuove generazioni che da quella precedente.

 

Il vostro libro contiene gadget inaspettati? 
   Il libro è pieno di espedienti di cartotecnica e di altri gadget. Questa edizione speciale contiene un paper toy, un pop-up, acetati rossi per rivelare illustrazioni nascoste e altri originali gadget che permettono al lettore di interagire con il volume e di vivere un’esperienza unica.

 

Perché quella dei robottoni è una moda che non tramonta mai?
   Perchè è un genere che trascende il tempo in cui si trova, fa parte del mito del eroe, come i miti classici non tramontano mai, ci sarà sempre qualcuno che ricorderà le gesta di mazinger. Consideriamo che poi è un genere in perenne rinnovamente, se guardiamo alla scrittura delle serie classiche e le paragoniamo a quelle attuali, noteremo che lo script pecchi di ingenuità, ma allora funzionava come funziona quello per quelle attuali. I robot non tramonteranno mai, almeno sino a che saranno loro i padroni del mondo.

 

I migliori robottoni della tua infanzia? E la miglior sigla?
   Ho girato la domanda agli altri del gruppo e queste le risposte:
- (Cristina) Yattacan
- (Alessia) Daltanious! E’ quello che ho seguito di più! E poi Kento è un pirla patentato!
- (Matteo Freddi) il Gaiking. Adoravo il suo design.
- (tram) I Cylon valgono? Eddai Teo, non fare quella faccia! Non ha specificato “robot jappo”!
- (Matteo Cuccato) Voltron, è quello che mi è rimasto più impresso nella mente ed è anche quello che mia sorella, alla tenera età di 2 anni, ha distrutto senza pietà facendo volare rottami di leoni robotici giocattolo per tutta la stanza…
- (Christian) Trider G7 mi piaceva che non ci fosse una vera base ipertecnologica e che fossero sempre senza soldi .
Per la sigla io adoravo e adoro tutt'ora quella di Jeeg e di Daitarn 3.

 

Su cosa state lavorando ora?
   Al momento stiamo lavorando sul nuovo libro che uscira per la fiera di Lucca di Ottobre/Novembre. Per questioni di scaramanzia preferiamo non parlarne ancora, anche per tener fede ad una strategia del mistero che avevamo usato per il primo volume.

 

Cosa pensi del Progetto di raccolta pubblica di disegni, tavole originali a fumetti, disegni d'animazione e illustrazioni promosso dal Museo civico di Modena? Hai qualche suggerimento da darci?
   Penso che vi sia un forte legame tra Modena e il mondo del fumetto, illustrazione e animazione, non dimentichiamoci che qui a Modena vi era una dei più importanti studi d'animazione a livello nazionale negli anni 50/60. Un passato che si sta dimenticando e quindi considero una valida idea cominciare a creare un archivio della produzione modenese, anche per valorizzare un patrimonio artistico che non viene spesso considerato.
L'unico suggerimento che posso dare è quello di certificare ai vari autori come verrano usate e come si muoveranno le proprie opere donate, in quanto ogni disegno, ogni studio, ogni pagina è come un figlio per il proprio creatore e quindi vi è il desiderio di sapere come verrano utilizzati.

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