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Azzardo: un problema in famiglia!

creato da La redazione ultima modifica 02/12/2012 19:35
Mia sorella ha confessato di avere problemi con il gioco. Stiamo cercando di aiutarla ma un po' temiamo per il suo bambino...

Ho scoperto che mia sorella ha un problema di dipendenza da Gioco (Lotto, Enalotto e soprattutto Videopoker); la cosa è scoppiata in queste ultime ore, a seguito di una confessione da parte sua ai genitori e al resto della famiglia, tramite una lettera.

Già sapevo che c'erano dei problemi (circa un anno) che sembravano in via di risoluzione, ma con una serie di "bugie" ad arte era riuscita in parte a tranquillizzare noi ed il marito.
Visto che ho interpretato questa lettera come una richiesta di aiuto basata su una effettiva voglia di smettere o comunque di iniziare ad affrontare in modo serio ciò che è alla base di questo problema, la mia reazione dopo una riflessione spero adeguata è stata quella di consigliarla di rivolgersi ad un centro specializzato e quella di "imporre" il controllo finanziario familiare al marito e troncare completamente ogni forma di gioco (compresa la briscola in famiglia).
Sicuramente il Gioco in questo caso è solamente la punta dell'iceberg, le mie preoccupazioni principali sono due: mia sorella è sulla soglia della quarantina con la menopausa in avvicinamento, ha un figlio di 11 anni che sembra una cartina tornasole ed assorbe come una spugna ogni tensione familiare (ma che cercheremo per cui di tenerlo per quanto possibile fuori dalla mischia).

-Secondo Lei, l' atteggiamento è adeguato?
- La futuribile menopausa può aggravare la situazione?
- Dove possiamo rivolgerci in provincia di Modena? Grazie anticipatamente per il Vs interesse e del tempo che dedicate a persone che hanno problemi di questo tipo. Stefano

Sig. Stefano, è difficile rispondere alla domanda sull'adeguatezza del suo atteggiamento, ma su alcuni altri quesiti posso esprimere delle considerazioni generali.
La confessione di sua sorella ai familiari può senza dubbio essere interpretata come una richiesta di aiuto collegata alla consapevolezza di una difficoltà non più superabile da sola.
Questo, solitamente, è il primo passo per il cambiamento e va sostenuto stando attenti a non giudicare né squalificare la persona che finalmente decide di uscire allo scoperto.
Per questo motivo ritengo che il figlio di 11 anni vada rassicurato dai suoi stessi genitori, cioè sua sorella e il marito. La mia esperienza mi fa dire che i bambini spesso capiscono molte più cose di ciò che i grandi pensano possibile, ma si danno delle spiegazioni che a volte è utile correggere.
Un bambino può pensare di essere responsabile del malessere di un genitore se non gli si spiega chiaramente che non è colpa sua, che ci sono cose che riguardano solo i grandi.
Non sono in grado di rispondere alla domanda sulla menopausa, è una questione molto delicata e personale che solo sua sorella potrà affrontare se vorrà.

Cordiali saluti

 

Dr.ssa Marilena Durante

Psicologa


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