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[GIOVANI ATIPICI] GIADA LORENZI

creato da Laura Solieri ultima modifica 07/01/2014 14:49
“Non avrei lasciato l'Italia se avessi trovato in patria un lavoro simile a quello che faccio qui”. Incontriamo Giada, 26 anni, che da Pavullo nel Frignano si è trasferita per lavoro a Rotterdam

“Modena e in generale l'Italia mi mancano parecchio. Mancano il buon cibo, il sole, la nostra cultura spontanea, aperta, calorosa, genuina e, ovviamente, famiglia e amici”.

Giada Lorenzi, 26 anni, originaria di Pavullo nel Frignano, vive e lavora a Rotterdam, in Olanda. Come tanti ragazzi italiani, ha lasciato il Paese per cercare fortuna altrove e oggi afferma decisa: “non avrei lasciato l'Italia se avessi trovato in patria un lavoro simile a quello che faccio qui”.

 

Laureata in Economia e Marketing Internazionale (triennale) e in International Management (MSc),  Giada ha successivamente conseguito un master di primo livello (CEMS) in International Management.

Ha studiato, vissuto e lavorato in Olanda, Germania, Australia e in Italia (Milano e Parma) e trascorso l’estate 2012 a fare volontariato in Senegal.

 

“Mi piace fare sport, specialmente nuoto. Altri miei interessi sono il viaggio, la fotografia, l'arte, la moda e le persone” si presenta Giada, raccontandoci con entusiasmo di Rotterdam, “la città più multi-etnica in cui abbia vissuto. Supera anche Sydney, che pur essendo un magico melting pot, ha una forte maggioranza asiatica. Qui a Rotterdam si incontrano persone di tutte le provenienze. È una città molto viva da un punto di vista culturale, artistico, musicale. Ci sono sempre correnti alternative, non main-stream. La cultura pur essendo europea è diversa, è più nordica che latina. Tradotto: meno spontaneità, meno calore, meno sorrisi, meno cuore italiano!”.

 

“Per quanto riguarda le opportunità lavorative non ci sono paragoni con Modena – afferma Giada, spiegando che l’azienda per cui lavorava a Milano ha chiuso “e quindi, se volevo continuare a lavorare con loro, dovevo trasferirmi all'estero. Non avrei lasciato l'Italia se avessi trovato un lavoro simile a quello che faccio qui. In Olanda ho un lavoro che mi rende indipendente, con uno stipendio competitivo e opportunità di crescita appaganti. In Italia nell'ultimo anno si trovavano solo stage sottopagati e io ne avevo già fatti due post-laurea”.

 

“Idealmente – prosegue Giada - vorrei tornare in Italia. Amo il nostro Paese e la nostra cultura ma fino a quando la situazione economica e del mercato del lavoro non migliora, rimango all'estero,  non so se stabilmente in Olanda: per ora mi trovo bene ma per la mia azienda è un momento di grandi cambiamenti e il lavoro che faccio permette e favorisce la mobilità. Quindi, potrei/vorrei dover cambiare. Il mio cuore, però, rimane e rimarrà sempre italiano e in Italia.

Al momento quello che pesa di più non è vivere all'estero (che, comunque, continua ad essere una bella esperienza), ma il fatto che trasferirsi all'estero diventa una scelta obbligata se si hanno certe aspirazioni lavorative, mentre se fosse una scelta volontaria sarebbe più serena”.

 

Di Modena – conclude Giada – mi manca il calore: quello del sole e quello umano. Di Rotterdam ciò che apprezzo maggiormente è la vivacità artistica e culturale e il mio lavoro, che mi fa crescere ogni giorno, regalandomi, fra i sacrifici, tante soddisfazioni. Dopo anni di investimenti da parte dei miei genitori nella mia educazione, è giunto finalmente il momento di camminare e correre con le mie sole gambe!”

 

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