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ALDA TEODORANI

creato da Fernando Bassoli — ultima modifica 23/08/2012 15:36
Da poco in libreria il suo romanzo "Organi"
ALDA TEODORANI

Alda Teodorani

Alda Teodorani vive a Roma ed ha pubblicato racconti in molte antologie (ricordiamo quello compreso nella storica raccolta “Gioventù cannibale” per Einaudi).
   Autrice di romanzi di successo (“Giù, nel delirio”, “Le radici del Male”, “Labbra di sangue”, “Il segno di Caino”, “Sesso col coltello” e “Organi”) sta vivendo un momento professionale particolarmente felice.

Ci parli un po’ di te?
“Ho letto molto e credo che questo sia il punto di partenza migliore per chi vuole scrivere. Leggere libri su libri giustifica anche la volontà di entrare con una propria opera nelle librerie già tanto affollate e contrastare la diceria secondo cui la gente non legge.
   Io ho iniziato con ‘Granata Press’, casa editrice di fumetti, dove ho pubblicato i miei primi due libri. Erano storie molto dure e violente dove mi piaceva sperimentare fino a che punto potevo arrivare, senza soffermarmi su niente altro. Intanto scrivevo molti racconti che ho pubblicato in ‘Sesso col coltello’ (Stampa Alternativa) solo l’anno scorso. Ho lavorato con ‘Datanews’, un’altra casa editrice indipendente.
   Con loro ho pubblicato due libri: ‘Labbra di sangue’ (liberamente ispirato al mostro di Firenze) e ‘Il segno di Caino’ (un omaggio a Hermann Hesse e al suo marchio di Caino raccontato magistralmente in ‘Damien’).
   Ci sono stati i passaggi da Mondadori e dal Gruppo 13, con Lucarelli, Macchiavelli e gli altri, c’è stata l’esperienza in Gioventù Cannibale di Einaudi, ma questi che ho citato per me sono i libri più importanti, a parte il mio ultimo: ‘Organi’ il mio preferito, dove ho dato veramente tutto. C’è poi l’attività di traduttrice, e c’è l’importante successo raggiunto con la pubblicazione del mio libro ‘Belve’ in Francia (per ora in Italia resta inedito).”

Vuoi raccontare quali sono stati i tuoi modelli letterari?
“Ho cominciato a leggere Edgar Allan Poe, il mio primo maestro. E ho proseguito con tutto quel che trovavo nella biblioteca del paese dove sono nata, Massa Lombarda. Non avevo molte possibilità per comprare libri.
   In quella stessa biblioteca ho conosciuto Hermann Hesse, Sanguineti, Baudelaire, ma anche i libri sulle Black Panthers o i manuali di antropologia. Credo che sia stato questo guazzabuglio che mi ha portata ad amare tanto le contaminazioni letterarie.”

Che rapporto hai coi personaggi dei tuoi libri? Non credi ci sia troppa violenza gratuita in essi?
“Con i miei personaggi ho un semplice rapporto di simpatia autoriale, che mi porta sicuramente ad amarli nel momento in cui li creo. Si tratta di un legame stretto e non potrebbe essere diversamente, penso sia così per tutti gli autori.
   Questi personaggi si muovono, si innamorano, si emozionano, vivono sulle pagine una vita autonoma. E visto che i miei libri sono di genere horror-noir, chiaramente un po’ di violenza c’è. Sul fatto che si possa definire ‘gratuita’ ho qualche dubbio. Innanzitutto ci tengo a far notare che non verrebbe definita tale se si trattasse di violenza sugli animali, escamotage che molti autori ‘governativi’ usano per non farsi fare domande come questa e disgustare il lettore al tempo stesso.
   Eppure quella sì che è violenza gratuita, messa lì solo per fare sensazione. In secondo luogo sono anni che viene riconosciuta alla violenza di fiction la capacità di depurare i sentimenti e questa storia non è un’invenzione.”

Come sei giunta all’agognata pubblicazione?
“La prima pubblicazione è stata classica: non conoscevo nessuno. Ho inviato dei racconti alla rivista ‘Splatter’. Mi hanno chiamato dalla Redazione chiedendomi di scrivere per loro.”
>Che consigli daresti ad un giovane che desidera fare lo scrittore?
“Di leggere molto, di non dare troppo peso a chi gli dice di fare questo e quello e ancora di non pagare mai per pubblicare!”

Cosa pensi delle riviste letterarie?
“Le tengo in gran conto quando parlano di me. La mia preferita, per il genere a cui è legata, è ovviamente ‘Pulp’, ma per la sua trasgressività amo soprattutto ‘Blue’.”

Secondo te come mai gli italiani leggono così poco?
“Ma è poi vero che leggono poco? Boh? Colpa della TV, immagino: la più grande ladra di tempo del mondo!”

Progetti per il futuro?
“Dopo la pubblicazione del mio ultimo libro: ‘Organi’ e dopo la pubblicazione del libro ‘Belve’ in Francia, ho due ambizioni: pubblicare ‘Belve’ in Italia e ‘Organi’ in Francia. A settembre, con ‘Addictions’, uscirà il mio ‘Le radici del Male’; per ora mi fermo un po’ a pensare al mio prossimo libro: un romanzo d’amore.”

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