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FABRIZIO 'CIUS' MISCHIATI

creato da Giovanni Scalambra ultima modifica 14/11/2012 14:47
Stradanove incontra l'autore della spassosa striscia umoristica "Quiff!"

Cius fa di "primo nome" Fabrizio Mischiati. Ma per tutti rimane Cius.
Tecnico informatico, cresce, studia, mette su famiglia con le radici ben piantate nell'amata pianura polesana.
Luoghi che ispireranno i primi disegni di Quiff!, la striscia umoristica che nel 2006 approda sul web nel sito www.quiff.it per venire inserita gli anni successivi in svariate pubblicazioni online e cartacee: dalla prima raccolta di comic strip italiane, stRRRippit, edita dalla Grrrzetic, fino all'attuale collaborazione con Franco Cosimo Panini Editore per l'agenda Comix.
Stradanove l'ha incontrato in occasione dell'inaugurazione a Modena del Bonvi Parken.

 

Chi è Quiff?
Quiff è un personaggio bizzarro nato tanti anni fa sui libri di scuola. Prodotto finale di quei ghirigori che si fanno per far passare il tempo.
Più tardi è diventato il protagonista di una serie di strisce umoristiche.

 

Raccontaci com'è nato il tuo personaggio.
E' nato per divertimento, per scherzo. In una notte buia e tempestosa, dopo aver riempito per mesi quaderni e diari con schizzi e disegnini, ho cominciato a fargli dire qualche parola, a farlo interagire con altri personaggi. Era il 1992 e allora non avevo idea né di cosa fosse né di cosa ne avrei fatto, anche perchè avevo altro per la testa.
Finchè, parecchi anni dopo, nel 2006, ritrovando dei vecchi disegni e l'abbozzo delle prime storielle mi sono deciso a riprendere in mano il lavoro, perfezionando un po' alla volta lo stile e il disegno e trasformando il formato "fumetto" in striscia, pubblicando poi tutto sul sito www.quiff.it.
Quiff è un protagonista-non-protagonista, nel senso che fa quasi da spalla. E' un neutro, un buono, è il bianco nella tavolozza dei colori.
Non ha particolarità tranne essere piantato in terra, senza mani né braccia, con solo quattro peli in testa e un naso grosso così.
Nel tempo più volte mi è stato consigliato di cambiarlo, di trasformarlo, di renderlo più "standard", ma sono troppo affezionato a questo suo essere "diversamente abile".

Da dove prendi l'ispirazione per le tue strisce?
Cerco di filtrare quello che passa dalla realtà. Il primo è un filtro istintivo. Scarto a priori certi temi. Non mi piace parlare direttamente di politica, di temi sociali o altro per intenderci. Il secondo è un filtro ragionato: intercetto solo alcuni particolari che ritengo singolari e meritevoli di essere amplificati o esagerati per renderli divertenti. In Quiff c'è un po' di tutto ma sempre senza riferimenti particolari. Questo per non invecchiare una striscia negli anni e per mantenere un senso leggero ed ironico che vada bene per grandi e piccoli.

 

Qual è l'ingrediente segreto per fare una striscia di successo?
Non lo so. E' un insieme di cose ben dosate. Non credo ci sia UN solo ingrediente segreto. Ce ne sono tanti e ognuno deve trovare il suo.
Più che altro l'ingrediente veramente segreto - che l'autore stesso deve scoprire strada facendo - è il SUO modo personale di vedere e raccontare le cose, senza cercare di voler essere a tutti i costi quello che non è.

 

Un fumetto e un autore che ti divertono e che ci consigli di recuperare.
Dirò che su tutti quello che mi fa impazzire è Patrick McDonnel autore dei Mutts. E' famoso, non c'è bisogno che lo dica io, ma se qualcuno non lo conosce dovrebbe si, recuperarlo, come dite voi. Lo stesso Schulz, invidiava profondamente il suo stile e il suo disegno.
Lo amo per tre motivi: parla di cose semplici, lo fa in modo semplice e nasconde abilmente l'enorme complessità che ci sta dietro.

Cos'era per te Comix (prima di iniziare a collaborarci) e cosa rappresenta ora?
Un tempo disegnavo sui diari Comix degli amici durante la scuola, adesso ci stampano già su le mie strisce quindi mi risparmio un sacco di tempo!
Scherzi a parte, mi fa piacere collaborare con loro. Ho avuto per anni l'agenda dentro lo zaino, leggevo regolarmente il loro giornale, li ho seguiti per anni e sicuramente hanno stimolato in me la voglia di fare quello che faccio ora, sebbene non sia la mia attività principale. Sapere di poter dare a distanza di tempo un mio piccolo contributo all'umorismo che esportano da anni in quello che rimane dell'editoria italiana - specie nella nicchia(sigh!) delle strisce umoristiche - non può che farmi piacere.
Comix è una bella casa accogliente, mi ci trovo a mio agio.


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