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VALERIA ROSSI

creato da Leonardo Moro — ultima modifica 12/12/2012 11:49
Stradanove incontra la cantante che nel 2001 esplose col tormentone 'Tre parole' (sole, cuore, amore…)

(03/02/2007) A colloquio con Valeria Rossi, la cantante che esplose nel 2001 con il pezzo "Tre parole". Abbiamo parlato delle sue passioni musicali, delle emozioni che si provano a cantare davanti al pubblico e dei progetti futuri. Valeria infatti, sta scrivendo il suo nuovo album e presto entrerà in studio per le registrazioni

A che età ti sei avvicinata alla musica? Che genere di musica si ascoltava in casa tua?
   Ho iniziato a frequentare scuole di musica durante gli anni del liceo anche se verso i 10 anni di età avevo già avuto le mie belle soddisfazioni come solista al piano, però era attraverso lo studio della voce che istintivamente sapevo di poter lavorare su una difficoltà di comunicazione di natura emotiva che stava iniziando a crearmi problemi sociali e personali e a farmi soffrire tantissimo. Da qualche anno mi sono avvicinata alla Voceterapia, (che solo negli ultimi tempi si sta delineando come disciplina a sé), e man mano che ne ho capito e sperimentato il valore ho continuato e continuo tuttora a seguire questa direzione.
   I miei genitori ascoltavano musiche per lo più di big band tipo quella di Count Basie e Duke Ellington com’era gusto dell’epoca, soprattutto in ambito coloniale essendo loro nati e cresciuti in Libia pur se di origine italiana, poi mio padre, sorprendentemente, mi fece due grandi lasciti facendomi ascoltare, tra le sue le cassette dell’autoradio, due perle come la colonna sonora di Jesus Christ Superstar e il jazz africano viscerale di Fela Kuti mentre dai miei fratelli ho ereditato il rock progressive, sia estero che italiano, e i cantautori.

Tra tutti i pezzi presenti nei tuoi lavori in studio c’è una canzone che ti rappresenta più di tutte?
   Tutte le mie canzoni sono “quadretti” che rappresentano uno stato d’animo legato a un particolare momento storico e quindi le ascolto nello stesso modo in cui si guarda una foto che è per sua natura riferita ad un momento passato e da cui è difficile sentirsi distaccati ma è innegabile che lo si è. Comunque se dovessi dare una risposta sintetica direi “Alfonsina”, contenuta nel secondo album, perché lì ho preso in prestito una figura reale, quella di Alfonsina Strada, una delle prime cicliste in Italia a correre e a portare a termine un Giro D’Italia negli anni Venti, scandalizzando tutti e andando fino in fondo sicura delle sue risorse e capacità contro ogni pregiudizio e ho simulato di parlare e pensare come avrebbe potuto farlo lei e come potrebbe farlo ogni donna che si trovasse in condizioni anguste ed opprimenti.

Quali sono gli artisti che prendi come punto di riferimento e perchè?
   In genere le ispirazioni che traggo dall’operato altrui riguardano aspetti come il coraggio, la libertà nell’espressione, l’ispirazione profonda, la correttezza, l’eleganza dei modi, la coerenza o, in alcuni casi, la totale incoerenza che può paradossalmente, dove c’è grande personalità e spessore, diventare il tratto caratterizzante.

Quando sei a casa ti piace riascoltare i tuoi “ vecchi” pezzi?
   Non lo faccio mai ma quando mi è capitato perché magari mi trovavo con qualcuno che voleva ascoltarli ho sempre avuto come un “effetto sorpresa”, sempre piacevole devo dire.

Veniamo alla canzone che ti ha fatto conoscere al grande pubblico “Tre parole”. Che rapporto hai con questo pezzo?
   Non ho recriminazioni da fare e non mi pesa affatto essere associata alla prima canzone che ho pubblicato perché l’ho cantata con grande entusiasmo e quindi l’associo io stessa ad una bella emozione e questo non potrei mai dimenticarlo.

Cosa ne pensi del mercato musicale italiano? Per un esordiente quanto è difficile farsi prendere in considerazione dai discografici?
   L’ambiente discografico attuale in cui il potere è centralizzato nelle multinazionali è molto chiuso e al collasso anche a causa dei mezzi di diffusione e riproduzione che sono molto più avanti dei mezzi e dei metodi tradizionali a cui sono abituati i discografici ma io credo che ci sarà sempre spazio per le buone idee anche se portarle avanti richiederà sempre più intraprendenza individuale e spirito di combattimento ma parallelamente al circuito ufficiale si muovono molte cose anche se, ovviamente, non è facile venirne a conoscenza dato che i canali, televisivi e radiofonici soprattutto, sono “ostruiti” dall’invadenza dei colossi ….

Nel 2001 con “Tre parole” hai partecipato al Festivalbar, com’è stata quell’esperienza?
   Tecnicamente parlando terrificante, direi. Non avevo grande esperienza di palco ed ero troppo agitata per godere appieno di quello che stava accadendo intorno a me però dal punto di vista umano è stato impagabile perché la gente era molta e molto partecipe.

Sei salita molte volte su un palco, tra tutte le esperienze che hai avuto c’è un palco o un concerto che ricordi con particolare affetto?
   Devo dire che l’esperienza dei tour estivi, quelli che si svolgono per lo più nelle piazze, è, per me finora, la più entusiasmante e ricca perché, essendo per lo più ad ingresso gratuito (in quanto il concerto è proposto direttamente dal comune o dal comitato del paese), richiama tutta la comunità per intero, anche i più disillusi e i meno interessati, casalinghe, passanti e pensionati, ed è molto impegnativo e gratificante riuscire a tenerli tutti là inchiodati a passare una serata e vederli andare via tutti leggeri e sorridenti. Invece con il pre-tour primaverile che ho fatto per presentare il secondo album “Osservi l’aria” ho girato con un trio acustico per locali molto piccoli dove è stato più possibile instaurare una comunicazione quasi “confidenziale” con il pubblico, senza effetti speciali, come fossimo tra amici.

Ultima domanda: ci puoi anticipare qualcosa riguardo al tuo nuovo album?
   Sono ancora nella fase della scrittura che è quella più dilaniante e solitaria, di introversione, ma tra breve passerò a quella della registrazione che è quella in cui si “vestono” i pezzi insieme ai musicisti e che invece è quella più divertente, di estroversione.
   Spero a breve di poter dare notizie più precise e lo farò come prima cosa dal mio sito che è il mio personale/pubblico oblò sul mondo.

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