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[TALENTI MODENESI] DANILO GIOVANELLI

creato da Gioia Salvioli ultima modifica 13/12/2012 14:51
Intervista a Danilo Giovanelli, autore del surreale fantasy 'Il segreto del Morbillaio'
[TALENTI MODENESI] DANILO GIOVANELLI

Danilo Giovanelli

Danilo Giovanelli è nato a Sassuolo nel 1976. Si è laureato in Ingegneria Informatica coltivando parallelamente la passione per la lettura, il disegno e la scrittura.
   E' autore del romanzo pulp-surreale L'enigma dei bastardi, uscito nel 2004, del fantasy (vincitore del Premio iNarratori 2008) Il segreto del Morbillaio e di diversi racconti pubblicati in antologie.
Illustratore e vignettista, alcune sue creazioni sono state selezionate ed esposte alla seconda e terza edizione di BilBOlbul – Festival Internazionale di Fumetto di Bologna. Altre cadono sparpagliate sul suo blog.


Nel leggere le avventure di Ebète e compagni non ho potuto fare a meno di ripensare a un film cult della tua (e mia!) generazione: I Goonies, che personalmente ho amato moltissimo. Hai tratto qualche suggestione dai giovani protagonisti di questo film? Oppure hai risentito di altre influenze cinematografiche?
I Goonies? Ma certo! E’ stato un film fondamentale della mia infanzia: avventura, mistero e ragazzini protagonisti dell’azione. Come non sognare di vivere un’avventura insieme a loro? Eppure, come spesso accade, non posso dire di averli avuti nitidamente presenti, nella stesura del romanzo. Faranno sicuramente parte del background, ma non consapevolmente. Se dovessi citare quella che io penso sia l’influenza più significativa, direi il romanzo “La compagnia dei Celestini”, di Benni.


Altra inevitabile associazione mentale immediatamente scattata: il Morbillaio come Giacomo Leopardi! Grandi poeti accomunati anche dal medesimo destino di malattia e dolore. Ma il 'morbillo' da polenta come ti è venuto in mente? Che rapporto hai con questo piatto tipico della tradizione contadina della tua terra?
   E’ giustissimo, Leopardi è il mio poeta preferito e le (accentuate) similitudini si sprecano. Lo stesso Saturnetto l’ho plasmato sulle sembianze delle mie caricature di Leopardi, su lontani diari di scuola (sempre più zeppi di vignette che di appunti scolastici…). Per quanto riguarda la polenta, io non l’ho mai amata. Mi stanca subito. Ma è innegabilmente un piatto della tradizione, energetico e saziante, come sa bene il poeta, dal caratteristico giallo pellagra e dalle cicatrici delle forchettate amiche!

 

Rimanendo sulle tradizioni, come ti trovi in una realtà come Sassuolo che da paese di provincia sta, con tutte le difficoltà del caso, assumendo aspetti sempre più multietnici? Uno dei protagonisti del tuo romanzo, Ebète, è un crogiolo di etnie e lingue diverse: come vivi e cosa pensi dell'integrazione tra culture e tradizioni diverse? Insomma polenta e... ?
   A Sassuolo sono nato e vissuto per molti anni, e ancora adesso ci gravito attorno, polo economico qual è (e sarà? mah…). Il mio rapporto con la realtà sassolese è sempre stata un po’ conflittuale, amo le piccole realtà e già mi sembra fin troppo grande (Vermiziano è su misura per me). Il mio pensiero sulla Piastrella Valley, fintamente dissimulato, lo espressi già nel mio primo romanzo, “L’Enigma dei Bastardi”.

 

Tornando al tuo romanzo, ci puoi dire se c’è stato qualche episodio scatenante o un incontro particolare che ti hanno ispirato questa storia?
   In verità nessuno. L’idea di un romanzo dove i protagonisti dovessero essere bambini speciali mi ronzava in testa da diverso tempo. Il resto sono solo collisioni casuali di neuroni! Ma per chi ama sognare, sul blog di Edizioni XII si può trovare la cronaca del mio primo viaggio a Vermiziano: dove inizia la fantasia e comincia la realtà?

 

E se invece volessi dare qualche consiglio ad un aspirante scrittore, cosa gli diresti? Ad esempio, come fai a coniugare il tuo lavoro... a proposito che lavori fai? Dicevo, come fai a coniugare il tuo lavoro ‘normale’ con tutte le altre tue passioni?
   Io per primo sono un aspirante scrittore, qualcuno ha consigli per me? Come ho avuto modo in passato di rispondere, a chi mi chiedeva come convivono le mie passioni, il responso è: male. Non so come altri facciano ma per me è davvero un gran peso portare avanti pulsioni così diverse. Ogni volta che mi dedico con maggiore energia ad una di esse mi sembra di togliere qualcosa a un’altra, vivendole male, con entusiasmi sempre autosoffocati. Che lavoro faccio? Mi occupo di sistemi di sicurezza (antintrusione, antincendio, controllo accessi, videosorveglianza).


E a proposito di tutte le altre tue passioni, la veste grafica con cui è stato pubblicato il romanzo, la copertina e le illustrazioni con cui sono intervallati alcuni capitoli sono una tua creazione e hanno la capacità di rendere perfettamente le descrizioni con cui presenti i vari personaggi. Da vignettista quale sei, hai mai pensato di scrivere e illustrare una storia a fumetti? Hai già qualcosa di pronto o in generale qualche progetto per il futuro?
   Sì, ci ho pensato molte volte. Ma penso di trovarmi meglio nella dimensione della vignetta, della caricatura, condensata in una (o comunque poche) immagini. Se siete curiosi vi invito a guardarne qualcuna sul mio blog http://jovignette.blogspot.com!


Se invece dovessi consigliare un libro, cosa sfileresti dalla tua libreria più recente e più lontana?
   Beh, l’ho già citato e quindi insisto: “La compagnia dei Celestini” di Stefano Benni. Se poi vuoi un titolo recentissimo (l’ho da poco terminato) ti regalo “Il cimitero di Praga” di Umberto Eco (leggere Eco è sempre piacevole).


Infine una curiosità. Modena e molti Comuni della provincia possono vantare numerose e ricche biblioteche. Le frequenti e usufruisci dei servizi di prestito o appartieni alla categoria di lettori che deve assolutamente possedere tutti libri che legge?
   Faccio parte della seconda categoria. Viva le biblioteche (nelle quali non mi dispiacerebbe essere, tra gli scaffali), ma sento il bisogno fisico di averlo e sentirlo mio, scorrere di tanto i tanto i volumi, anche solo con lo sguardo, e ripensare ai momenti in cui l’ho letto e alle sensazioni che ho provato. E’ un intenso brivido che i libri presi in prestito dalla biblioteca (ne ho usufruito anche io, cosa credi?) non possono darmi.
Mi congedo. Grazie mille per le piacevoli domande!

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