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[Talenti modenesi] Enrica Amplo e la sua Tata Robotica: "Non è vero che le bambine non sono portate per la tecnologia ma non sempre viene data loro un'occasione"

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 06/04/2017 17:55
Dagli studi all'Unimore alla Triennale di Milano dove ha presentato due progetti nati all'interno della sua startup

Enrica Amplo, carpigiana, ha iniziato all'Università di Modena il percorso che la scorsa settimana l'ha portata alla Triennale di Milano dove nell'ambito della mostra “Giro giro tondo. Design for children” su invito dei curatori ha presentato due dei tanti progetti nati all'interno della sua startup. "Una piccola anticipazione" ci confida "sono due robot che ho creato con i bimbi in due differenti laboratori de La Tata Robotica."

 

Una laurea in Ingegneria meccatronica con tesi in robotica, un master in Design del giocattolo al Politecnico di Milano e la ricchezza di passioni contrastanti, questi gli ingredienti del successo di Enrica e della sua startup la Tata Robotica nata nel 2015 per promuovere laboratori e corsi di formazione in robotica, elettronica, coding, design e arte high tech, solo per fare alcuni esempi. "Sono sempre stata di due cuori o menti, una scientifico-tecnologica ed una artistica e creativa, ho quindi cercato di esplorare entrambe".

 

E nel farlo ha coltivato un obiettivo: rendere queste passioni, questa conoscenza alla portata di tutti. "La Tata Robotica nasce dall’unione delle mie due passioni e dal desiderio di condividerle con gli altri. La Mission della Tata è quella di portare la conoscenza della tecnologia in luoghi inaspettati per poterla far conoscere a tutti".

 

"Se pensassimo alla tecnologia come ad una lingua, è sicuramente delle più diffuse al mondo, eppure" constata amaramente "non tutti ancora la conoscono, non viene insegnata in tutte le scuole. Penso che la cultura tecnologica dovrebbe appartenere a tutti, per non essere solo consumatori ma conoscere ciò che ormai ci circonda sempre di più".

 

Da qui l'interesse per la STEAM Education. Come ci spiega Enrica "la STEM è una sorta di filone pedagogico che ha come missione quello di avvicinare tutti a queste materie e provare che ci può essere un nuovo modo per insegnarle. Quella “A” in più indica Arte e Design che combinati alle materie scientifiche possono renderle accattivanti. Insomma l’arte per imparare la tecnologia in modo consapevole e divertente".

 

Attività coinvolgenti, sperimentazione, lavoro di gruppo alla base delle attività proposte dalla Tata Robotica che consentono ai bambini di imparare attraverso il gioco e dagli altri grazie al cooperative learning. "L’aspetto che mi piace di più di tutto questo è che la tecnologia e le materie scientifiche sono così belle e divertenti, non per forza grigie e spaventose. Grazie all’arte e alla creatività possono piacere a tutti".

 

Di STEM e STEAM education si è tanto parlato negli ultimi tempi, soprattutto in merito al maggiore coinvolgimento delle bambine in attività e letture di ambito scientifico e tecnologico, spesso vittima di pregiudizi e atteggiamenti prevenuti. "Non è vero che non sono portate per la tecnologia, anzi, solo non sempre hanno occasione di incontrarla. I laboratori STEAM sono un punto d’incontro. Per esempio alla scuole medie Hack di Carpi ho avviato un corso di cucito tecnologico nel quale le ragazze imparano a programmare un micro controllore cucibile e a costruire un circuito per illuminare il loro bellissimo zaino, acquisendo nozioni di informatica ed elettronica in modo creativo".

 

Enrica, una delle poche studentesse tra migliaia di ragazzi ai corsi di ingegneria meccatronica, ne sa qualcosa di queste idee prevenute: "durante i miei studi di Ingegneria sono sempre stata una delle due ragazze su 70 e più studenti del corso. Le quote rosa non abbondano nei campi più tecnologici, è vero, ma spero che liberati dai pregiudizi ognuno possa avere la possibilità di studiare ciò che preferisce".

 

Non tutte le bambine inserite nei laboratori de La Tata Robotica come avvicinate a letture scientifiche diventeranno le nuove Curie o Montalcini, ma non è questo l'unico obiettivo: "Credo sia importante che anche le ragazze possano avvicinarsi alle STEM, non tanto perché penso che tutte diventeranno programmatrici" sottolinea Enrica "ma magari alcune seguiranno questa strada e altre diventeranno artiste che combineranno arte e tecnologia o medici che utilizzeranno robot per curare le persone, perché è dalle menti diverse che nascono le idee migliori e il nostro mondo ha bisogno di questo, per innovare cioè trovare soluzioni ai problemi".

 

Queste le idee coltivate nel progetto "La Tata Robotica" che hanno permesso a Enrica di essere tra i dieci startuppers selezionati per recarsi a dicembre 2016 negli USA per la quarta edizione di Silicon Valley Mindset Program: "Essere stata scelta per l’esperienza in Silicon Valley è stata una conferma che quello che porto avanti già da due anni è un tema caldo che interessa e questo mi ha resa molto orgogliosa". Un'esperienza unica e assolutamente formativa da un punto di vista anche umano: "La Silicon Valley è un mondo a sé stante" ci tiene a spiegare Enrica che negli USA era già stata come turista "non tutti gli Stati Uniti sono così. Quello che mi ha colpito di più della loro mentalità è il rispetto per il tempo e il lavoro degli altri".

 

"La Tata Robotica" è il suo progetto principale. "Racchiude molti aspetti tra cui il predominante educativo ma anche consulenza per aziende, scuole o enti che vogliono introdurre questi aspetti innovativi nel loro mondo" racconta Enrica e alla nostra domanda "come vedi la Tata Robotica tra cinque anni?" si dimostra saggiamente incerta e aperta al corso degli eventi: "Devo ammettere che il mio progetto è flessibile e dinamico come le nuove startup: i progetti a lungo termine non vi si addicono. Credo infatti che il lavoro oggi debba avere una nuova struttura in grado di adattarsi ed evolvere. Nell’immediato il mio target sono le scuole ed enti che interessati a promuovere la cultura digitale, la robotica e la steam education per tutti".

 

Anche il suo lavoro, quello di toy designer, le permette di essere fedele alle proprie idee ed estendere la mission della Tata Robotica: "mi affascinano in modo particolare quei giocattoli che sanno unire l’analogico al digitale, che sanno stimolare la fantasia in modo nuovo con materiali classici, che combinano il passato con il futuro. Poter guardare al mondo dei giocattoli con occhio critico mi appassiona. Purtroppo anche il mondo dei giocattoli è guidato dalle grandi marche e dalle leggi del mercato, esistono giocattoli e giocattoli insomma, per fortuna ci sono piccole realtà indipendenti che progettano i giocattoli pensando esclusivamente al bambino e alle sue necessità e possibilità".

 

"Come diceva Munari: Giocare è una cosa seria" dichiara Enrica "è una delle prime occasioni che abbiamo per apprendere e crescere".

 

Verrà il giorno in cui vedere una bambina armeggiare con circuiti e libri di meccanica non sarà più motivo di stupore.

Storie come quella di Enrica dimostrano non che le donne possono eccellere nella robotica, questo lo diamo per certo, ma quanto sia importante scegliere di coltivare la propria passione incuranti di stereotipi e modelli precostituiti. Nessuno può dirvi per cosa siete tagliati, tranne voi stessi.

 

 

Angela Politi

6 aprile 2017

 

 

 

Per saperne di più:

La Tata Robotica - sito ufficiale

La Tata Robotica - Pagina FB

Le foto presenti nell'articolo sono inserite su concessione di Enrica Amplo e non sono riutilizzabili senza la sua autorizzazione.

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