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“Il problema di essere unici”. Stefano Benni e Luca Ralli al Forum Monzani

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 13/12/2016 09:31
Pinocchio “per sopravvivere nel finale deve cambiare la sua diversità”. Ma questo è davvero un lieto fine?

Alle 16.50 tra le file si mormora di “effetto 8 dicembre”. Molti posti sono ancora vuoti. Una stranezza rispetto al pienone tipico degli incontri al Forum Monzani. Ma dovranno ricredersi. Quando Stefano Benni, che da poco ha pubblicato “La bottiglia magica”, e Luca Ralli, disegnatore di molte sue copertine, entrano nell’auditorium ad attenderli c’è una folla gremita ed impaziente.

 

Di ordinario nei libri di Benni c’è ben poco, ma forse ha superato se stesso con il progetto della “Bottiglia Magica”: un libro illustrato dove i disegni hanno quasi vita propria rispetto alle parole, adatto, come spiega Benni, “a ragazzi dai 12 ai 95 anni”. Questo grazie anche al talento di Ralli e di Stefano Tambellini, due disegnatori per due diversi personaggi che necessitavano ognuno della propria matita per essere portati in vita sulla carta.

 

Pin e Alina, i protagonisti, permettono a Benni di parlare ai lettori di due favole che “si attraggono e si respingono”, quelle di Pinocchio e di Alice nel Paese delle Meraviglie, che in comune hanno in un certo senso il loro (triste) finale: la vittoria del mondo degli adulti, che li riporta in riga, sulla retta - socialmente conveniente – via. Collodi cambiò il finale del suo racconto. Pinocchio nell' ultima versione non muore. Eppure, commenta amareggiato Benni, “per sopravvivere nel finale deve cambiare la sua diversità e unicità”. Ma questo è davvero un lieto fine?

La vita di chi ha seguito i propri sogni contro tutti, di chi siede sul palco del Forum Monzani, ci racconta altro. La passione per la scrittura di Benni, cui strappavano i libri dalle mani, per fargli leggere cose che non lo interessavano minimamente. O Luca Ralli, che racconta: “fino alla III elementare pensavano fossi un imbecille”. Un bambino disattento, incapace di concentrarsi, distratto dalle matite, dai colori. Lo hanno capito solo molto dopo. “Io” spiega Ralli “se non disegnavo, mi perdevo”. Un ragazzo che segue lezioni di latino e greco facendo schizzi su un foglio, piuttosto che prendendo appunti è l’anomalia. Una bellissima anomalia. Che va valorizzata, sostenuta. Ma se nessun insegnante lo avesse capito? Se avessero continuato a dargli dell’imbecille? “Non ho mai avuto scelta” dichiara Ralli, spiegando come è diventato un disegnatore “sapevo fare solo questo”. E in quel “solo” non c’è un limite, ma la consapevolezza di una capacità, di un talento che è stato coltivato.

 

Così dovrebbe essere per tutti i ragazzi a volte trascurati, a volte non compresi per la loro unicità. Come diceva Albert Einstein: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido".

Bisogna rispettare il disordine di quell’età” invita Stefano Benni “valorizzarlo e volergli anche un po’ bene”.

 

 

Angela Politi

9 dicembre 2016

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