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“Il terzo relitto” di Barbara Bellomo

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 02/03/2018 10:17
Un'antica battaglia, una nave sommersa. Un tesoro da riportare alla luce. E un assassino senza volto.

Isabella De Clio, l’archeologa che già abbiamo conosciuto ne “La ladra di ricordi”, è vicedirettore del museo di Avola. Sono passati due anni da quando era a Todi e tornare nella sua Sicilia le ha reso più facile abbandonare il sogno di amore per il commissario Caccia a cui però continua a legarla un filo di rimpianto. Se esiste il caso, una sosta non programmata di Isabella a Genova mentre si reca ad un convegno la spinge ad un altro dei suoi furti ‘forzati’, dettati da una spinta interiore al di fuori del suo controllo, e questa volta si tratta di un microfilm su cui le è caduto l’occhio in biblioteca. E’ un antico documento proveniente dalla Tunisia che suggerisce una rilettura della famosa battaglia navale delle Lipari combattuta da Gneo Cornelio Scipione nel corso della seconda guerra punica del 260 a.C. Il papiro originale parla di tre navi affondate nei pressi delle isole Eolie, anzi, dice esplicitamente che le navi sono state volutamente affondate, evidentemente perché non cadessero in mano nemica- trasportavano un carico prezioso. E però, come Isabella scopre ben presto, due di queste navi sono già state ritrovate da un noto ricercatore marino, Paul Anderson, e dal suo collega Tridente. Nessuno ha mai parlato di reperti di valore al di là di quello, già di per sé inestimabile, delle due trireme di epoca romana. Inoltre il ritrovamento delle navi affondate è purtroppo associato alla tragica morte di una ragazza, una sub esperta, per cause rimaste poco chiare.

 

Il romanzo di Barbara Bellomo si svolge seguendo la stessa tecnica narrativa de “La ladra di ricordi”. Ci sono in realtà due filoni che creano un’atmosfera di suspense, uno nel presente e uno nel passato. Quest’ultimo serve per giustificare l’altro ma ha il pregio di avvicinarci ad una Storia lontana, di far rivivere personaggi avvolti nel mito- un console al cui nome era stato aggiunto il soprannome ‘Asina’ perché si diceva temesse il mare e forse, invece, un’altra interpretazione si poteva dare a quell’Asina, più consone all’incarico di prestigio che gli era stato conferito dopo la sua liberazione dalle carceri cartaginesi-, e di consentirci di seguire da vicino una battaglia navale in cui i romani intendevano sperimentare la nuova arma dei rostri. Le scene del 260 a.C. nel Mare nostrum hanno lo stesso fascino di quelle del presente, quando Isabella si immerge con Paul Anderson, dopo aver localizzato il terzo relitto. Uno scenario incantevole. Se nel filone del passato cerchiamo di indovinare tra le righe quale sia il carico delle tre navi e il piano che si cela dietro il loro affondamento, in quello del presente Isabella rischia la vita per scoprire la verità dietro la morte di Carla, la sub che tanto le assomigliava e che è morta una ventina d’anni prima per una decompressione troppo veloce, inspiegabile per un’esperta di immersioni come lei.

 

C’è un terzo filone ancora da seguire, ne “Il terzo relitto”, ed è quello più intimo e personale della protagonista Isabella, una ragazza ‘malata’ di cleptomania nel tentativo di afferrare i ricordi, incapace di dimenticare il tradimento del padre, diffidente verso tutti gli uomini, con la propensione ad innamorarsi delle persone che non sono libere di ricambiare il suo amore- forse la paura è troppo forte, forse non vuole in realtà legarsi a nessuno, forse non riesce a credere che l’amore possa essere per sempre? E il lavoro che svolge, la passione per i reperti, anche questi svelano la sua fragilità, la ferita mai sanata dell’abbandono e del disinteresse paterno- “E poi, quando si studia il passato, c’è il filtro del tempo e non si rischia di farsi del male”.

 

Bella la scrittura di Barbara Bellomo, splendida l’ambientazione (ci sembra di sentire in bocca il gusto della granata alle mandorle sotto il sole di Avola), scorrevoli e affascinanti gli scorci storici, intrigante la trama e molto, molto amabile, con le sue debolezze, la protagonista dai capelli rossi.

 

 

Ed. Salani, pagg. 376, Euro 16,90

 

 

Recensione a cura di

Marilia Piccone

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