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ERNESTINA, JOSÉ RENTES DE CARVALHO

creato da Marilia Piccone ultima modifica 08/02/2013 12:30
Un viaggio emozionante, tenero e divertente tra le memorie e le storie di una vita familiare

Un dolcissimo viso di fanciulla in copertina, un nome nel titolo del romanzo di José Rentes de Carvalho, “Ernestina”, e il nome un poco antiquato ci pare si addica perfettamente al viso di quella per cui abbiamo usato la parola, pure un poco antiquata, di ‘fanciulla’, perché il modo di legare i capelli dietro la nuca, l’assoluta mancanza di trucco, l’espressione priva del minimo accenno di malizia o di sfrontatezza, ci fa subito pensare che Ernestina appartenga ad un’altra epoca, a quel passato che è una terra straniera.

 

   Ma il titolo potrebbe anche essere “Storia di un’infanzia portoghese”, oppure, “Tre generazioni in Portogallo”, perché l’autore ci racconta in prima persona la storia della sua famiglia, che poi è quella di due famiglie, ad iniziare dai nonni paterni e da quelli materni, imparentati tra di loro. Il luogo d’origine per entrambe era un piccolo paese nel Nord del Portogallo: “Dio creò il mondo a Vila Nova de Gaia, in un caldo pomeriggio di maggio del 1930”. Sono queste le parole con cui lo scrittore incomincia a raccontare e vi troviamo già tutto l’affetto per il paese verso cui ogni anno, regolarmente, quella che dai paesani veniva chiamata ‘la famiglia di Oporto’ faceva ritorno nel mese di agosto. Era un lungo viaggio atteso con ansia dal ragazzo, colmo di aspettative di avventura tra treno, carrozza e asini che trasportavano le valigie. Perché sarebbero stati ospiti, a Vila Nova, e tutti quelli ‘di là’ si aspettavano i regali straordinari, anche solo per provenire dalla città.

 

   La storia delle famiglie si srotola seguendo, più o meno, un ordine cronologico, con balzi anticipatori del futuro, punteggiato da questi viaggi che scandiscono il tempo, segnando tappe fondamentali. Il nonno paterno José Maria insegnò tanto al ragazzo che era stato chiamato José Avelino in memoria di uno zio morto, fratello maggiore di suo padre Antonio. L’altro nonno faceva il calzolaio, oltre a darsi da fare nei campi e a ideare modi per guadagnare di più. Ogni famiglia ha i suoi segreti, ogni famiglia ha le sue colpe, bisbigliate o urlate nei momenti di rabbia. Il piccolo José cresce e ascolta, si fa una sua idea di quanto avviene intorno a lui, ricostruisce gli avvenimenti passati, mette insieme i cocci.

 

   Che parte ebbero i due nonni nel foggiare i comportamenti dei due figli, Antonio ed Ernestina, i cugini che avrebbero fatto sposare tra di loro e che sarebbero diventati i genitori del futuro scrittore? Il ribelle e violento Antonio che era stato un figlio non voluto, messo sempre in confronto con il fratello, il brillante José Avelino (con i suoi segreti scoperti alla sua morte precoce). Ernestina a cui la madre aveva preferito un altro figlio (morto piccolissimo e la bimba Ernestina ne era stata ritenuta responsabile) e contro cui si riversava la sua ira alla minima marachella. Tanto che il nonno calzolaio aveva dovuto separare madre e figlia, affidando l’educazione di Ernestina agli zii di Oporto- e quindi il figlio di questi, Antonio, si era trovato ad essere messo doppiamente in secondo piano.

 

   Lo scrittore ricostruisce passo dopo passo un tempo che è ormai lontano, tanto più lontano perché il progresso, invece, è avanzato veloce. Ricorda la vita nel paese di Vila Nova, le case senza acqua corrente e senza servizi igienici, quello che si cucinava (ah, il maiale che nessuno voleva uccidere). Salazar è un’ombra che incombe, le figure maschili hanno un peso di gran lunga maggiore di quello delle pallide figure femminili- nel bene e nel male, perché, mentre c’è molto affetto per i nonni, c’è invece una sorta di ribrezzo verso il padre ubriacone, una pena che sconfina nella rabbia verso la madre Ernestina che ne è la vittima.

 

   Com’è l’educazione sentimentale per un ragazzo che cresce in questo ambiente? Lo scopriamo alla fine e ci pare che il cerchio si chiuda in maniera sorprendente nel momento che segna l’ingresso del giovane José Avelino nell’età adulta.

 

José Rentes de Carvalho, Ernestina, Ed. cavallo di ferro, trad. Valentina Giura, pagg. 319, Euro 16,00

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