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IL COMMISSARIO CADE IN TRAPPOLA, Håkan Nesser

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 24/03/2016 09:12
I romanzi di Nesser non deludono mai. “Il commissario cade in trappola” non fa eccezione. Anzi, ha qualcosa in più di altri romanzi, qualcosa nella trama che ci colpisce profondamente. (Marilia Piccone)

 

Se Ernest Simmel avesse saputo che sarebbe diventato la seconda vittima del Tagliateste, forse si sarebbe concesso un altro paio di birre al Blå Skeppet.

 

   Bene- sappiamo fin dalle prime righe del nuovo romanzo di Håkan Nesser che probabilmente c’è un assassino seriale in azione, che fra poco leggeremo del suo secondo delitto, che, se la stampa lo ha soprannominato ‘il Tagliateste’, l’assassino colpisce le sue vittime sempre nella stessa maniera. Un colpo deciso sulle vertebre vicino al collo, con un’arma che potrebbe essere un’ascia o una mannaia, staccando quasi la testa.

    Infatti assistiamo ‘in diretta’ all’attacco a Ernest Simmel e poi accompagniamo l’assassino sconosciuto a casa, dove si fa un bagno e sorseggia una tazza di tè caldo. Parla da solo, dice che sta andando tutto secondo i suoi piani. Ha in mente la prossima vittima?

     Il commissario Bausen, di Kaalbringen dove si svolge l’azione, andrà in pensione tra un mese esatto: ci voleva questa grana per terminare la sua carriera? Il primo delitto del Tagliateste è rimasto irrisolto, si pensava che si trattasse di regolamento di conti, di una faccenda di droga. Però Simmel era un agente immobiliare, che collegamento ci può essere tra la sua morte e quella del morto precendente, uno sbandato con la fedina penale sporca, implicato in traffici di stupefacenti? Il commissario Van Veeteren arriva a Kaalbringen per aiutare nelle indagini- ha la fama di avere un fiuto eccezionale, l’unico caso non risolto nella sua carriera è quello del caso G di sei anni prima (ne abbiamo letto nel romanzo che ha proprio questo titolo, “Il caso G”)- e, poco dopo, l’assassino colpisce ancora, per la terza volta.

      Mi è capitato di dire più volte che i romanzi di Nesser non deludono mai- “Il commissario cade in trappola” non fa eccezione. Anzi, ha qualcosa in più di altri romanzi, qualcosa nella trama che ci colpisce profondamente, che scuote le nostre convinzioni più salde. Ed è meglio che non aggiunga altro per lasciarvi scoprire l’originalità di questo thriller e che parli, invece, dei due commissari protagonisti. Si capiscono bene, Van Veeteren e Bausen. Van Veeteren, reduce da una vacanza forzata con il figlio che gli dà tanti problemi, sente nell’altro- una decina d’anni più anziano di lui- una sorta di doppio oscuro. Quando Van Veeteren va per la prima volta a casa di Bausen, pensa che il commissario che ancora non conosce debba essere un pazzo: c’è un disordine selvaggio nel giardino che nasconde la casa, ci si fa strada a fatica tra la vegetazione, ci vorrebbe un machete. Un’altra volta, dopo uno scambio di battute con dei giornalisti, pensa che Bausen debba avere un passato da attore. Di certo c’è molta sintonia tra di loro, lo stesso tipo di umorismo asciutto, la passione per gli scacchi (la caccia all’assassino non è sempre una sorta di spietata partita a scacchi?), la stessa oscura ombra che avvolge le loro anime.

   In contrasto con i due ‘anziani’ ispettori risaltano le figure dei due giovani, il collega di Van Veeteren che ha il pensiero fisso sulla moglie e i bambini e tuttavia si sente attratto dalla brillante Beate che può ambire a sostituire Bausen quando questi andrà in pensione. E’ questa ricchezza di personaggi- poliziotti e vittime e l’ignoto assassino- che ci fa apprezzare i thriller di Håkan Nesser. L’umanità e la comprensione con cui sono tratteggiati, le riflessioni che affiorano lungo lo svolgersi delle vicende, la tensione non esagerata ma continua, il gradevole umorismo nero e- da non trascurare- la soddisfacente soluzione del caso: è tutto questo che ci fa dire ogni volta che Håkan Nesser non ci delude mai.

 

 

Håkan Nesser, “Il commissario cade in trappola”

Ed. Guanda, trad. Carmen Giorgetti Cima, pagg. 292, Euro 15,30

 

 

Recensione a cura di Maria Emilia Piccone

http://leggerealumedicandela.blogspot.it/

 

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