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IL LATO OSCURO DELLA LUNA, BIAGIO GOLDSTEIN BOLOCAN

creato da Marilia Piccone — ultima modifica 10/05/2012 14:19
Morti, intrighi e misteri in una Milano "introversa, scorbutica, malinconica e possente"

Ecco un altro poliziesco italiano, dopo quello di Massimo Gardella che era ambientato ai nostri giorni sulle rive del Ticino. Una detective story italianissima, quella che ci racconta Biagio Goldstein Bolocan ne “Il lato oscuro della luna” e che si svolge a Milano nel 1973. La Milano che è già passata attraverso lo sconvolgente atto di terrorismo del 12 dicembre 1969 (la strage di piazza Fontana), che vive quotidianamente in un’atmosfera tesa, fatta di episodi di violenza di maggiore o minore entità, di uno scontro più o meno sotterraneo tra le forze di destra e quelle di sinistra.

 

   Il 17 maggio 1973 cinquantadue persone restano ferite e quattro perdono la vita per l’esplosione di una bomba davanti al palazzo della Questura. Il 23 maggio muore l’anziano guardiano del campo sportivo Kennedy in una zona periferica non lontana dallo stadio di san Siro. Lo hanno ucciso con dei fendenti all’addome, usando un’arma affilatissima, quasi un bisturi. Ha fatto in tempo a tracciare per terra, con il dito sporco della brillantina che usava per i capelli, due lettere dell’alfabeto, o forse due numeri, non è chiaro. Quello che è chiaro alla polizia, quando entra nella casa della vittima, è la sua affiliazione politica: sembra di essere entrati in un museo, o un sacrario, del comunismo.

 

   Il commissario che si occupa delle indagini è un personaggio insolito, sia di per sé sia in quanto commissario sulla scena letteraria italiana del genere. Perché Ofelio Guerini- sulla cinquantina, mole pachidermica, sposato e fedelissimo alla moglie- è stato un comunista militante e tuttora le sue simpatie vanno alla sinistra, nonostante i motteggi dei colleghi: non è di certo comune che un poliziotto sia comunista. 

 

   Ed è un’osservazione che si sente ripetutamente fare nel corso di un’inchiesta che lo porta ad interrogare segretari della federazione del Pci, compagni di partito e conoscenti della vittima. Si avverte un disgelo, nelle persone con cui sta parlando, quando queste sanno di poter contare su un ascoltatore che, se ha dei pregiudizi, sono nei confronti dei neo-fascisti.

 

   Quando un nipote del vecchio guardiano parla di un ricchissimo archivio che lo zio teneva, quando il cumulo di fogli dell’archivio viene ritrovato, nascosto in una valigia dietro ad un pannello del soffitto nella casa del morto, è più che mai chiaro che potevano essere in molti a voler togliere di mezzo il Mantegazza. Anche se il romanzo di Goldstein Bolocan appartiene al genere in cui vediamo scopertamente all’opera gli assassini fin dall’inizio: il libro si apre con un prologo in cui due ragazzine della Milano bene si lasciano affascinare da due ragazzi in discoteca e salgono sulla loro auto. 

 

   Una di loro viene brutalmente uccisa dopo essere stata violentata: la cifra 63 è stata incisa sul suo addome. Rivedremo i due ragazzi- sembrano così bravi, si sono presentati come i soccorritori dell’amica della ragazza assassinata. E giocano a baseball nel campo Kennedy. E il nonno di uno di loro era uno degli aguzzini della famigerata Villa Triste.

 

   Ogni tanto il romanzo di Goldstein Bolocan andrebbe un po’ sfrondato, ogni tanto si avverte qualche sfilacciatura nella trama, e, tuttavia, lo leggiamo d’un fiato. Pur conoscendo i colpevoli, la tensione regge fino alla fine, perché il significato della ‘firma’ sui corpi delle vittime incuriosisce noi tanto quanto il commissario Guerini, perché ci sarà un altro morto e il grosso e grasso Guerini verrà preso prigioniero.

 

   E poi “Il lato oscuro della luna” ha un’ambientazione molto bella, sia nel tempo sia nel luogo. Rivivere l’atmosfera fortemente politicizzata di quegli anni è interessante- per chi c’era e per chi ne ha solo sentito parlare. Quanto a Milano- si potrebbe disegnare una mappa di Milano seguendo i giri di Guerini, la città che “col tempo, anche lui aveva imparato ad amare e a rispettare, città introversa, scorbutica, malinconica e possente.”

 

Biagio Goldstein Bolocan, Il lato oscuro della luna, Ed. Cairo, pagg. 317, Euro 15,00

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