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L’ULTIMA SPOSA DI PALMIRA, GIUSEPPE LUPO

creato da Gioia Salvioli ultima modifica 20/11/2012 12:06
Un bel romanzo sospeso tra storia e leggende

Il romanzo di Giuseppe Lupo, finalista al Premio Campiello 2011, appare, fin dalle prime pagine, di grande attualità.
   Siamo ormai avvezzi a leggere sui quotidiani o a sentire parlare in televisione di quegli episodi di cronaca che diventano veri ‘tormentoni’, gettonatissimi per qualche giorno, tutt’al più per qualche settimana, poi lentamente accantonati, non più degni di alcuna notizia, nemmeno di un cenno, un rapido aggiornamento, neanche in ultima pagina, neppure in coda al tg...


   Ultimamente è successo con i ‘danni del maltempo’ che hanno devastato diverse regioni del nostro Paese. Per qualche giorno non si è potuto, giustamente, parlare d’altro: foto e filmati a testimoniare le tragedie personali e collettive, numeri di emergenza attivati, raccolta fondi approntata... poi? Probabilmente ne sapremo di nuovo qualcosa alla prossima pioggia, sperando sempre che nel frattempo non accada niente di peggiore.


   Ma adesso siamo a Palmira, piccolo paese dell’Appennino meridionale.


   È il 23 novembre del 1980, è il terremoto dell’Irpinia: paesi distrutti, migliaia di morti, sfollati, soccorsi in ritardo, aiuti che non arrivano... copione già scritto allora e dolorosamente attuale ancora adesso.


   Ma l’assurda curiosità è che Palmira è già un paese fantasma, ancora prima di finire distrutto sotto le macerie, infatti non compare in nessuna cartina, mappa o atlante geografico. Il terremoto non fa altro che giocare con la sorte di questo piccolo paese, perché proprio ora che Palmira davvero non esiste più, come per un feroce contrappasso, agguanta il suo posto nella storia e nelle cartine.


   A dare a Palmira la notorietà geografica che anche il più minuscolo borgo merita, è una coppia ben assortita: lei, Viviana Pettalunga, giovane antropologa milanese di origini lucane, lui Vito Gerusalemme, il vecchio falegname.


   La bottega di mastro Gerusalemme, uno dei pochi edifici risparmiati dalla furia del sisma, diventa così il teatro in cui le misteriose origini di Palmira si svelano alla giovane studiosa, attraverso la narrazione lenta e pacata del vecchio falegname, che caparbiamente continua a intarsiare i pannelli del mobilio di Rosa Consilio, ultima sposa di Palmira.
   Così, le tendopoli per gli sfollati prendono forma mentre mastro Vito e Viviana si aggirano per il paese distrutto e nel loro raccontare e raccontarsi ne riportano alla luce la storia e le leggende.
   La magia delle origini e il dramma della ricostruzione: la speranza che almeno la magia della narrazione e l’arte dell’intarsio aiutino a mantenere vivo il ricordo di Palmira e della sua favolosa comunità.

 

Giuseppe Lupo, L’ultima sposa di Palmira, Marsilio Editore, pagg. 170, euro 18,00

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