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L'arte di morire di Anna Grue

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 10/04/2017 12:10
"Nel romanzo tutto è piacevolmente calibrato: la trama gialla con la giusta dose di suspense, mai cruenta" (M. Piccone)

Ritorna Anna Grue, la scrittrice danese che fa ruotare le sue trame ‘gialle’ intorno ad un ispettore di polizia ‘vero e proprio’, Flemming Torp (sposato e separato, con un nuovo amore che ha conosciuto durante una delle indagini precedenti), e Dan Sommerdhal, un detective improvvisato meglio conosciuto come ‘il detective calvo’, amico da sempre di Flemming (a dire il vero l’amicizia si è un poco incrinata da quando- erano giovani- Dan gli ha rubato la ragazza che poi è diventata sua moglie). Anche Anna Grue gioca sul classico tema degli opposti che si completano, nella coppia dei suoi investigatori. Tanto Flemming è calmo e pacato, quasi timido e ritroso, poco appariscente, fedele in amore, quanto Dan è irruente, avventato nei comportamenti, affascinante pur con la cicatrice sulla guancia guadagnata nell’ultima avventura, facile agli innamoramenti.

La novità ne “L’arte di morire” è il doppio ruolo che vi gioca Dan Sommerdhal- detective e uno del gruppo di persone che saranno sottoposte a inchiesta per delitto.

 

Tutto incomincia nell’agosto del 2007, con un antefatto: l’artista Kamille Schwerin ritorna a casa e trova, nel suo atelier, sua madre morta e tutte le sculture che aveva preparato per una mostra distrutte. Che cosa ci faceva lì la madre? Era lei la vittima designata o c’è stato un errore? Il caso resta irrisolto ma, nei mesi che seguono, Kamille sfugge un paio di volte a quelli che sembrano essere dei tentativi di omicidio nei suoi confronti, tanto da richiedere una guardia del corpo. Tutto vero o una maniera per attirare l’attenzione?

 

Agosto 2008. La scena si sposta, con una troupe televisiva, su di un’isola in cui gli unici abitanti sono una coppia che alleva pecore da latte. Si girerà un reality show a cui partecipano personaggi importanti, anche Kamille Schwering e Dan Sommerdhal hanno accettato di partecipare. Ci saranno pure un noto stilista, un’attrice molto bella e molto famosa, una scrittrice di gialli (con il suo cagnolino che deve tenere nascosto: Kamille è allergica agli animali con pelo) e altri ancora. Il tema del reality show: Caccia all’assassino. I partecipanti che saranno a mano a mano ‘eliminati’ con i voti del pubblico, saranno- per così dire- ‘assassinati’, la scrittrice imbastirà una trama e si dovrà indovinare chi sia l’assassino. C’è chi trova l’idea alquanto macabra…

 

Anna Grue ha una capacità speciale di riinterpretare storie o personaggi, inserendoli in una nuova ambientazione, modificandoli secondo la necessità della sua trama, riinventandoli, insomma. Un’isola, un gruppo di persone che non si conoscono se non superficialmente, un assassino e le sue vittime: impossibile non pensare al capolavoro di Agatha Christie, lo splendido “Dieci piccoli indiani” dal titolo che è stato più volte cambiato. Quella che era la differenza sostanziale tra i due romanzi- che le morti nel libro di Anna Grue erano solo simulate- si annulla quando apprendiamo con un brivido che uno dei partecipanti al reality show è stato eliminato non solo in maniera figurata. Un colpo di scena magistrale.

 

Nel romanzo di Anna Grue tutto è piacevolmente calibrato- la trama gialla con la giusta dose di suspense e mai cruenta, il ritratto dei personaggi, sia quello della coppia ispettore-investigatore sia quello degli altri che sono più che semplici comparse. Le dicerie, i pettegolezzi, le notizie certe, i sospetti, le correnti di simpatie e antipatie tipiche di un ambiente chiuso, i flash-back sul passato e gli intrallazzi amorosi del presente più o meno recente- tutto questo contribuisce a rendere molto gradevole la lettura. E poi, con un tocco più che mai alla Agatha Christie, arriva la sorpresa finale. Ricordate quello che si dice? L’assassino è il maggiordomo. Sorridendo di sé, lo dice anche Anna Grue nel libro.

 

 

Anna Grue, “L’arte di morire”

Ed. Marsilio, trad. Maria Valeria D’Avino, pagg. 462, Euro 15,73

 

 

Recensione a cura di Marilia Piccone

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