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Non lasciare la mia mano di Michel Bussi

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 23/05/2017 10:04
"La Réunion, un’isola che è un piccolo paradiso per le vacanze. Come può essere minaccioso un posto così bello, tra monti e mare? È come il Male che si nasconde dove non lo sospettiamo" (M. Piccone)

La Réunion, isola dell’arcipelago delle Mascarene nell’oceano indiano, ad est del Madagascar, a 200 km dalle Mauritius, dipartimento d’oltremare della Francia. Un’isola che è un piccolo paradiso per le vacanze.

 

La famiglia di Martial Bellion- lui, la moglie Liane e la figlia Josapha di sei anni- sono in vacanza all’hotel Alamanda. Giornate al sole al bordo della piscina mentre la bambina nuota con i braccioli. Un pomeriggio Liane sale un attimo in camera e non ritorna accanto al marito. La stanza è vuota. Ci sono macchie di sangue. Liane è scomparsa. Martial si agita, fa chiamare la polizia. Poi, però, si volatizza pure lui insieme a Josapha chiamata da tutti Sofa. La sua fuga mette il sigillo definitivo sulla sua colpevolezza, visto che era l’unico indiziato, visto che, anche se non è saltato fuori il cadavere di Liane, il mare ha gettato contro gli scogli quello di un uomo ammazzato con un coltello che ha soltanto le impronte di Martial sull’impugnatura. Inizia la caccia all’uomo sulla piccola isola - impossibile che Martial sfugga. Delle indagini si occupa il commissario Aja - una donna dalla pelle scura- e il suo aiuto Christos (un bianco che è arrivato per sbaglio sull’isola pensando che la destinazione fosse il luogo omonimo vicino a Parigi, gli è piaciuta, è rimasto).

 

Si legge in un giorno, “Non lasciare la mia mano”. Non ha un numero eccessivo di pagine, è vero, ma è difficile staccarsi dalla lettura perché Michel Bussi è un maestro manipolatore, ci tiene inchiodati con una tensione orchestrata ad arte. E poi, al di là del brivido, piace l’ambientazione del romanzo che ci introduce, con intelligenza leggera, nella società dell’isola e nei suoi problemi, nella difficoltà di una convivenza tra bianchi e sangue-misto e neri di varie sfumature che non hanno neppure la stessa religione in comune. Se da una parte ci sono i privilegiati turisti vacanzieri (sono i benvenuti, portano denaro all’isola, il direttore dell’Alamanda ha il terrore che se ne tornino in Francia spaventati dalla polizia che ora si aggira nell’albergo facendo domande), dall’altra c’è Christos, poliziotto un po’ hippy con una coda di capelli grigi che non è mai stato così bene come da quando è arrivato per errore alla Réunion: mare e cielo blu, estate perenne, rum e birra e una donna di colore che ha cinque figli (di padri diversi), un posteriore dalle dimensioni considerevoli e un forte appetito sessuale. Nel mezzo c’è Aja, la figlia della Réunion che ha studiato in Francia e poi è tornata, soddisfatta della sua vita famigliare con marito e due figlie. Intorno ci sono i locali che non amano essere chiamati ‘indigeni’ e che hanno per lo più ruoli di servitori dei ricchi bianchi. Quando uno di questi intreccia una storia d’amore (forse solo di sesso?) con una delle bellezze dell’isola, la fine è scontata.

 

Che cosa c’è, dunque, nel passato di Martial che, lo veniamo a sapere presto, aveva passato parecchi anni alla Réunion una decina di anni prima? Adesso lo seguiamo nella fuga in cui si trascina dietro la piccola Sofa che non sa- proprio come noi- se fidarsi o no del suo papà. Ecco dove ci manipola Michel Bussi: i capitoli terminano spesso in un momento critico che ci lascia con il fiato sospeso: e adesso che cosa succederà? Non vogliamo succeda il peggio, però…Ci sono stati altri morti, elicotteri ronzano sull’isola, un arrogante ispettore francese vorrebbe strappare il caso dalle mani di Aja, Martial (colpevole? innocente?) avanza sulla Plaine de Sables, l’arido altopiano formato da polvere lavica del vulcano Piton de la Fournaise, arrancando con una bimba spaventata. È un paesaggio terribile e splendido che ci affascina, forse il peggio accadrà qui, ma no, ci aspetta un altro luogo incantevole, l’Anse des Cascades dove qualcuno aveva dato appuntamento a Martial. Come può essere minaccioso un posto così bello, tra monti e mare? È come il Male che si nasconde dove non lo sospettiamo.

 

Michel Bussi, “Non lasciare la mia mano”

Ed. e/o, trad. A. Bracci Testasecca, pagg. 354, Euro 13,60

 

Recensione a cura di Marilia Piccone

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