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OGNI PROMESSA, ANDREA BAJANI

creato da Marilia Piccone ultima modifica 20/11/2012 13:10
Un poetico libro della memoria

Quando è incominciata la ricerca di Pietro a ritroso nel tempo? Forse quando, rientrando in casa, ha trovato le stanze vuote e un biglietto di Sara. Sapeva che Sara avrebbe preso tutte le sue cose perché si erano lasciati.


   Il messaggio del biglietto, invece, lo aveva colto di sorpresa: aveva telefonato sua madre per dire che era morto Mario. Sara aveva messo un punto interrogativo accanto al nome- di Mario tra di loro non si era mai parlato. Anzi, di Mario non si parlava affatto in casa di Pietro, il che era strano perché Mario era il padre di sua madre.


   Mario: che persona enigmatica, non parlava mai, non aveva raccontato nulla di quello che aveva passato. Scatta il meccanismo dei ricordi di Pietro, con quello che sa del nonno che ogni tanto vedeva quando era bambino e un poco ne aveva paura. Pietro, l’io narrante del bel libro “Ogni promessa” di Andrea Bajani, intreccia sottilmente i suoi ricordi di bambino con quelli di sua madre che per anni, da bambina, aveva avuto paura del padre e, ad un certo punto lo aveva addirittura rifiutato.


   Mario aveva combattuto in Russia, quando era partito sua figlia era una neonata. Quando era tornato, dopo la prigionia, la bambina era grande, lui era sopravvissuto, si svegliava di notte con l’incubo della Russia. Della ritirata nel gelo, della fame, dei compagni morti, dei nemici uccisi, chissà. Perché Mario non parlava. Ogni tanto aveva delle crisi, era violento. Finché era stato ricoverato.


   Il primo passo di Pietro per scoprire il segreto della vita del nonno avviene quasi per caso. Seguendo la nostalgia, Pietro va a vedere la prima casa in cui aveva abitato con i genitori e incontra così Olmo, il vecchio che ci abita adesso. E’ sempre per caso che Pietro scopre che anche Olmo ha preso parte alla tragica campagna di Russia, ma, a differenza di Mario, Olmo parla.


   Anzi, non farebbe che parlare, che raccontare di quello che è successo, dispiegando cartine geografiche su cui traccia lunghe linee. Poi da un libro salta fuori una foto: una piazza, un ragazzo russo impiccato, tre soldati italiani che ridevano. Ecco: tutta la tragedia della guerra è in quella foto, uccidere ridendo. E allora Pietro parte per la Russia, su indicazioni di Olmo. Deve arrivare fino a Rossos’, in quella piazza.


   Forse non sono collegati tutti bene i filoni dei ricordi di Pietro o i temi della sua narrativa- la guerra del nonno e quella sua, privata, con la ragazza che ama ancora e che aspetta un figlio ma non da lui. E però Andrea Bajani ha l’arte di raccontare, di spostarsi avanti e indietro nel tempo, di visitare i luoghi di una realtà familiare e quelli lontanissimi in cui si è aggirato di certo Olmo e forse anche Mario, di cogliere i dettagli che rendono vive e umane le persone che incontra, che gli raccontano altre storie.


   E se queste storie non sono quelle di Olmo e di Mario, poco importa. Sono altrettanto dolenti, parlano ugualmente di morti subite o inflitte, anche se da parte avversa. C’è sempre tanto da imparare, dalle esperienze di tutti. Quando Pietro torna dalla Russia, non è fuori di testa come lo è stato Mario, ma non è più lo stesso: c’entra con la nuova tenerezza che prova per Sara?


   Nessuno di noi è unico. Ci piace crederlo, ma quello che proviamo, le esperienze che viviamo, sono condivisi da altri. E questo è un bellissimo libro della memoria- ma non solo- scritto con tocchi di dolcezza, empatia e, sì, poesia.

 

Andrea Bajani, Ogni promessa, Ed. Einaudi, pagg. 253, Euro 19,50


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