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PERÒ UN PAESE CI VUOLE. STORIA DI NEBBIE E CONTENTEZZA, GIOVANNA GRIGNAFFINI

creato da Gioia Salvioli ultima modifica 08/11/2013 14:01
Voci di memoria e di paese, luoghi comuni e poesie nell'emozionante diario di una generazione tormentata

Non che Modena, la mia città, sia una metropoli, ma mi sono sempre chiesta come sarebbe vivere in paese, nella provincia, in campagna. Perché dalle nostre parti, in Emilia, appena usciti dalle città, ci si ritrova subito immersi nella campagna più piatta, tra campi coltivati, vecchi casolari, porcilaie e strade tutte a curve, che ti chiedi il perché di tutte queste curve, se non ci sono montagne o laghi o mari da scavalcare.

 

Ho tanti amici nati e cresciuti in questi paesini della provincia e tutti, ancora oggi ripensando alla loro infanzia e adolescenza, mi dicono ‘ma sai, in paese è diverso che in città’, e lo intendono nel bene e nel male, a volte con un pizzico di nostalgia a volte con una punta di esasperazione.

 

Fontanellato è un paesino della provincia di Parma, un tipico borgo italiano, nell’accezione migliore del termine: un centro storico di pregio, una rocca e un gioiello di teatro. Ma conta, oggi, seimila anime e un po’. E allora come si vive in un paesino così? I giovani come ci stanno? E i giovani degli anni ’60 come hanno vissuto quel periodo di fermento in un angolino di mondo, come è quasi tutto il nostro Paese, ma a due passi da centri importanti come Bologna e Milano?

 

Ce lo racconta Giovanna Grignaffini con questo affresco di paese, i cui protagonisti, quarantenni alla fine degli anni ’80, si sono affacciati all’età adulta su un finale di anni ’60 piuttosto caldo, inconsapevoli ma curiosi di essere nel mezzo di un’epoca che segnerà la storia. E come spesso accade, per molti di loro, la consapevolezza del momento maturerà a posteriori, dopo un altro giro di boa della storia: siamo nell’estate del 1989 e il Muro sta per cadere...

 

Ma è agosto, siamo nella bassa Pianura Padana, col suo caldo afoso, le notti bollenti, l’aria ferma e un gruppo di vecchi amici che finalmente si ricongiunge dopo che torna a Fontanellato la grande assente: Francesca, l’unica a scappare dal paese, prima a Bologna per l’università e poi sempre più lontano, per lavoro a Roma.

 

Però un paese ci vuole e il giallo delle buste gialle, pretesto narrativo per l’autrice e pretesto emotivo per la protagonista, riporterà Francesca a vivere l’agosto del 1989 in paese coi suoi vecchi amici di una vita, con un uomo nuovo, un passato da sbrogliare, un ‘consuntivo’ dei suoi primi quarant’anni, vecchi conti da far quadrare, l’assenza ingombrante della madre, la presenza asfissiante di tutto il paese... niente di nuovo, a Fontanellato si vive così, in piazza, nei due bar, con la solita vecchia compagnia e le sue intricate vicende amorose, tra i soliti rituali agostani.

 

Però un paese ci vuole, per tirare le somme. Non saranno operazioni indolori, ma le lunghe notti estive, a zonzo per le strade e la piazza del paese coi vecchi amici di sempre, tra cervellotiche disquisizioni e in sottofondo la colonna sonora di una vita, porteranno infine a una sintesi.

 

Giovanna Grignaffini, Però un paese ci vuole. Storia di nebbie e contentezza, La Lepre Edizioni, pagg. 395, € 18

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