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SETE, SHREE GHATAGE

creato da Marilia Piccone ultima modifica 29/11/2013 18:45
C’è sempre un momento adatto per leggere una storia d’amore. Fa dimenticare le preoccupazioni, fa vivere l’amore che forse non si è vissuto, fa rivivere la propria storia d’amore…

Una lettera che incomincia così, “Mia cara Vasanti, credo di non aver trascorso un solo momento senza pensare a te nei lunghi giorni e nelle lunghe notti passati sulla nave.” L’intestazione è, “Londra, 4 agosto 1942”. La mente della lettrice vede già le sequenze della storia come se fosse un film- una coppia innamorata che deve affrontare un periodo di lontananza, sarà doloroso per entrambi. E la storia di Vijay (detto Baba perché è il più piccolo di quattro fratelli) e di Vasanti è all’incirca così. All’incirca, però.

 

Soltanto più tardi sapremo che la lettera non è mai stata spedita, anzi è andata persa. Per allontanarsi dallo squallore della sua stanza d’affitto a Londra Baba è partito per una gita nel Galles, è stato colto dalla nebbia in un’incauta escursione sul monte Snowdon, è caduto e, quando si risveglia in casa di uno sconosciuto, scopre di non ricordare più nulla, neppure il suo nome.

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Vasanti vide per la prima volta il marito, il ventiquattrenne Baba, solo all’inizio dei riti nuziali, nell’attimo in cui il sacerdote abbassò lo scialle di seta che la separava dal suo sposo.

Troppo timida per guardarlo in faccia, si accorse comunque che Baba dovette chinarsi in misura considerevole per consentirle di infilargli al collo la ghirlanda di rose.

Fu dunque questa la sua impressione iniziale di lui: un giovane alto, dai piedi magri, pallidi e sottili, con le mani dalle nocche arrossate strette con forza intorno alla ghirlanda di fiori che le avrebbe messo al collo.

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Il racconto di Shree Ghatage parte da qui, da una doppia situazione di estraneità: un giovane dagli occhi grigi ma con la carnagione scura, uno straniero in Inghilterra, è anche uno straniero per se stesso.

 

Quando prova disgusto per il cibo che gli viene offerto, non ricorda e quindi non sa che la sua religione gli ordina di essere vegetariano; quando si ritrae dalle profferte della figlia demente del suo ospite, non ricorda e quindi non sa di essere sposato con una ragazza a cui ha giurato fedeltà. Sa solo che vuole andare via al più presto da quel posto sperduto in cui si sente in gabbia.

 

 

Cambiamento di tempo e di luogo. La cinepresa si sposta in India e la lettrice dovrà correggere le sue fantasie sull’amore di due sposi giovani e belli. Perché Vijay e Vasanti non si erano mai visti fino al giorno delle nozze, il loro era stato un matrimonio combinato: lei, appena diciottenne, era rimasta orfana e lo zio voleva conchiudere una trattativa iniziata dal padre della ragazza; lui, recalcitrante, aveva dovuto acconsentire: in cambio sarebbe potuto partire per proseguire gli studi di avvocato in Inghilterra- il suo sogno.

 

Lei non sa nulla di quello che avviene fra un uomo e una donna- sua madre è morta quando era piccola, le zie nubili non hanno certo affrontato il discorso; lui non si aspettava che lei fosse così bella, ma si tiene lontano, non vuole farla soffrire illudendola. Poi succede quello che succede. Poi apprendiamo anche perché Baba si sia intestardito nel voler partire contro il parere di tutti, con una guerra in corso, con i tedeschi che hanno bombardato Londra.

 

C’è sempre un momento adatto per una donna per leggere una storia d’amore. Fa dimenticare le preoccupazioni, fa vivere l’amore che forse non si è vissuto, fa rivivere la propria storia d’amore. E non è neppure importante che la storia si concluda bene o male. Importa di più che l’amore duri per sempre, anche se la fine non è felice.

 

A volte una storia d’amore, come nel libro della Ghatage, aggiunge un pizzico d’esotismo al quotidiano, un profumo di fiori sconosciuti. Oppure fa misurare la distanza tra culture diverse. Fa riflettere- be’, dopotutto, quanti matrimoni falliscono anche quando ci si conosce bene perché si è convissuto? C’è maggiore infelicità in un matrimonio combinato? Manca la libertà di scelta, il caso è dominante, ma, alla fin fine, non domina tutti, il caso?

 

Shree Ghatage, Sete, Ed. Neri Pozza, trad. Federica Oddera, pagg. 235, Euro 16,00

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