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LO SPORT OCCUPA LA MENTE

creato da Isacco Franzoni — ultima modifica 26/06/2014 09:35
Al parco Ferrari e vediamo ragazzi che fanno palestra in una zona attrezzata

Decidiamo di avvicinarci e parliamo con Rashid – 26 anni, marocchino, capelli rasati e viso sorridente- che si sta riposando tra un esercizio e l'altro.

Abita lì vicino e viene molto spesso al parco, oggi c'è anche un suo amico di Parma, ma di solito viene da solo, a fare sport. Potrebbe andare in centro a passare il tempo con conoscenti ma gli capita spesso di vedere cose che non gli piacciono, perciò preferisce fare attività fisica, per tenere la mente occupata e così: “non penso troppo”: si distrae dai problemi quotidiani.

È venuto in Italia a 18 anni, appena finita la scuola, perché aveva sempre sentito tante voci positive e per la speranza di trovare lavoro. È stato qualche anno in una città in Sicilia poi a Udine ed infine è arrivato da due anni a Modena.

Ha passato momenti migliori dal punto di vista lavorativo: ultimamente ha dovuto rinunciare all'automobile, perché ha solo un lavoro occasionale come autista privato, e riesce a permettersi solo il minimo indispensabile, ma non è un problema. È comunque felice e ha fiducia nel futuro e sente l'Italia casa sua -ci racconta-: è arrivato molto giovane e si è abituato a vivere qui, dove è cresciuto da persona adulta. Inoltre, a differenza che in Marocco, in Italia c'è la democrazia perciò esclude la possibilità di tornare a vivere nel paese di origine: “Quando torno a casa, anche se li c'è la mia famiglia, sento che devo tornare in Italia, gli ultimi giorni voglio proprio tornare indietro”.

Aspetti negativi che ci riporta sono la diffidenza e i pregiudizi che hanno “i modenesi” e le persone nel nord Italia in generale, soprattutto gli adulti, verso gli stranieri: gli è capitato più volte, sui mezzi di trasporto, di sentire discorsi accusatori, che sono loro la causa della crisi e della disoccupazione in Italia. Lui ha sempre lavorato e pagato le tasse e risente, come gli italiani, della difficoltà a trovare lavoro, e in più ha i problemi legati al fatto di non avere la cittadinanza.

Nonostante tutto è viva la speranza di trovare lavoro e guarda positivamente al futuro.

 

 

La testimonianza dei quattro ragazzi è stata raccolta dagli operatori Infobus Elena Ferraguti e Isacco Franzoni nell'ambito del progetto mosaico.

Testo a cura di Isacco Franzoni.

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