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Tra libri e ebook in Italia vincono gli indecisi

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 07/02/2017 09:53
”Oggi chi ascolta Ad alta voce su Radio3 è un lettore? In altre parole, il lettore è svanito o ha solo cambiato volto?” commenta Giovanni Peresson (AIE)

Si è tenuto lo scorso 27 gennaio presso la Fondazione Cini sull’Isola di San Giorgio il XXXIV Seminario di perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri. L’occasione perfetta per un resoconto sull’andamento del mercato editoriale in Italia tra libri, ebook, nuovi lettori e tante percentuali da contestualizzare in una società dal tempo libero sempre più rarefatto.

 

Il lettore svanito – il mercato del libro in Italia nel 2016” è il report curato da Giovanni Peresson, responsabile dell’Ufficio Studi AIE (Associazione Italiana Editori), che commenta: “Oggi il lettore ha maggiori possibilità e libertà di effettuare le sue scelte. Ci sono svariati modi di leggere, e con prezzi e modalità diverse. Tutto questo lo rende più autonomo e sensibile rispetto al titolo che sta comprando e il mercato del libro deve tenerne conto”.

Parlano infatti chiaro le percentuali in crescita di chi legge ebook prevalentemente sul proprio smartphone (dal 9% del 2012 al 14% del 2015), fedeli a quella massima di William an Lancker (CEO Oyster) che Peresson riporta nel proprio grafico: «Il dispositivo migliore per leggere è quello che avete sempre con voi». E sicuramente non si allontana molto dal proprio smartphone la fascia tra i 6 e i 17 anni che risulta ancora una volta quella che legge di più, sebbene in calo di tre punti rispetto al 2010. La perdita sui Millenials è dovuta, secondo le ricerche, alla presenza di molte alternative per riempire il proprio tempo libero rispetto al passato (video, social internet, smartphone, ecommerce).

Più lenta risulta, invece, la diffusione di ereader dal 2015, sebbene l’AIE sottolinei come l’assenza di dati aggiornati da Amazon su questo punto influisca sulla stima, dato che è lo store principale per quanto riguarda la vendita digitale.

 

Sono i social e internet, quindi, a influire sul calo di vendite di libri dal 2011, più che l’aumento dei fedelissimi degli ebook. La percentuale di coloro che leggono solo le copie digitali, infatti, resta ferma al 10%, mentre sugli indecisi tra ebook e cartacei, si riversa la perdita della fetta di coloro che prima leggevano solo libri.

Insomma, nella lotta tra tradizionalisti e amanti del digitale, vincono gli indecisi.

 

I 62 milioni di euro, stimati per le vendite di ebook del 2016, non coprono del tutto il calo di vendite cartacee, ma contribuiscono positivamente a limitare i danni e “accentuare il segno positivo della ripresa portandola al +2,3%”. Un dato positivo, tanto più se si considera che le copie vendute in calo sono “in larga misura sostituite dai download di ebook (8,5-9 milioni tra gratuiti a pagamento e illegali)”, come sottolinea il report.

Questo fattore evidenzia anche come la lancetta tra ebook e libri sia orientata in gran parte dalla questione dei risparmio.

 

Chi compra i libri, come e perché. Sono queste le domande da porsi per recuperare i vuoti che i dati rivelano. “Un’altra sfida oggi è non solo promuovere la lettura ma capire in modo chiaro chi è questo lettore e se gli strumenti che abbiamo per fotografarlo sono adeguati” commenta Peresson ”Oggi chi ascolta Ad alta voce su Radio3 è un lettore? In altre parole, il lettore è svanito o ha solo cambiato volto?”.

 

 

Angela Politi

7 febbraio 2017

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