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"C’è gente che sul treno mi chiama C.C. e mi chiedo se devo salutare con garbo o come farebbe lui”

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 30/01/2017 23:16
Il binomio Gazzola-Guanciale torna a riscuotere successo alla Biblioteca Delfini di Modena

La fila fuori dalla sala conferenze della Biblioteca Delfini inizia a formarsi prestissimo. Sembra il Black Friday negli USA ai grandi magazzini. Fan di tutte le età riempiono il chiostro e aspettano impazienti che le porte vengano aperte. Quando accade, alle 16.00, si riversano come un fiume in piena nella piccola saletta intenti a guadagnarsi le prime file. Alcuni, delusi, dovranno restare fuori.

Per il secondo anno consecutivo, Alessia Gazzola e Lino Guanciale riscuotono un successo senza pari negli appuntamenti del ciclo “Autori in zona”. Una coppia ben riuscita quella tra la creatrice e l’interprete, che “ormai si fanno spalla da soli sul palco” nota Francesca Canovi. La produzione della serie, che un anno fa era in corso, pare abbia consolidato non solo la complicità tra i due sul palco – “Ormai ci chiamano nei paesi” scherza Guanciale - ma anche la sicurezza della scrittrice, sempre deliziosamente genuina ma molto più sciolta con il pubblico e con lo stesso Lino, che non manca di prendere in giro per il suo legame ormai indissolubile con Claudio Conforti, il personaggio da lui interpretato. “C’è gente che sul treno mi chiama C.C. e mi chiedo se devo salutare con garbo o come farebbe lui” scherza Guanciale, che su questa identificazione si diverte a giocare. “Ci sono video di C.C. sulla macchina di L.G.” lo prende in giro la Gazzola e ammette rassegnata: “C.C. ormai ha vita autonoma”.

Tanta delusione invece emerge tra il pubblico per un altro personaggio, antagonista di C.C.: Arthur Malcomess. Dario Aita, infatti, sembra aver deluso l’immaginario dei lettori. Guanciale e la Gazzola difendono questa scelta di casting, sostenendo che Aita è “il miglior Arthur possibile”. “É vero, non è lui” ammette la scrittrice “ma era l’unico ad avere in comune le note del personaggio”. La somiglianza estetica, conferma anche Guanciale, è stata sacrificata per dare il ruolo ad un attore capace di rendere il background emotivo del personaggio.

Nonostante questo rimprovero da parte dei lettori, la serie tv ispirata ai romanzi è stata un successo e si parla già di una seconda stagione. “Dopo la prima serata gli ascolti escono verso le 10.00” spiega Guanciale “sono brutti momenti. Guanciale_Gazzola foto articoloNon dormi, hai incubi con la RAI sotto forma di cavallo che ti calpesta”. Ansie inutili per quanto riguarda l’Allieva, a quanto pare: “è stata la prima serie ad andare molto bene, con un 20% di share, in un periodo di inizio stagione di crisi”.

Hanno contribuito a questo successo sicuramente dei personaggi molto ben scritti, ma anche la riuscita collaborazione con Alessandra Mastronardi (alias Alice Allevi). “Con Alessandra si è creata un’alchimia tale che molto materiale veniva lì per lì sul set dalla nostra complicità” racconta Guanciale.

La seconda stagione sarà tratta principalmente dal terzo romanzo, “Le ossa della principessa”, ma le avventure di Alice sono ben lontane da una conclusione e tanto peggio per i personaggi che avranno la sfortuna di incontrarla per caso: “Alice è una che porta un po’ male” scherza l’autrice “conosce qualcuno e poi a quella persona succede qualcosa di brutto”. L’erede di Jessica Fletcher tornerà presto con un nuovo caso, promette la Gazzola, intanto a febbraio la Emons proporrà l'audiolibro di “Non è la fine del mondo”, un altro suo romanzo esterno alla serie su Alice Allevi.

Anche l’attore ha in cantiere alcuni progetti. Il più innovativo è quello di una serie sperimentale che andrà in onda su Rai2: “La Porta Rossa”. Con questa nuova fiction “la Rai si prova in un genere in cui ha competitor internazionali. Visivamente richiama le serie di Netflix” spiega Guanciale, che interpreterà Leonardo Cagliostro. “Vi piacerà, è bello stronzo anche lui”, parola di L.G.

 

 

Articolo a cura di Angela Politi

Foto di Sara Bianchini

30 gennaio 2017

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