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Recensione del docufilm "Monte Sole Landing Memories"

creato da Alessandra Lotti ultima modifica 17/02/2017 12:57
”Su questa spiaggia il 6 Giugno 1944 è successo l’inferno, o almeno così dicono. Passeggiandoci mi vengono i brividi, ripenso ai racconti di Vanni e Frank e mi viene da piangere. Come può essere così crudele l’uomo?”.
Stefano Ballini, già noto al pubblico per aver scritto e diretto i documentari “Il Treno che Bucò il Fronte”, “16 Un 25 aprile a Monte Sole” e “La Brezza degli Angeli”, torna a far parlare di sé col suo ultimo progetto, tassativamente no profit, “Monte Sole Landing Memories” (qui il link del trailer) che sarà disponibile al pubblico dal 6 Giugno 2017 su Internet.

 

Il lungometraggio, creato in collaborazione con l'Associazione Cinema Olimpia, ha inizio con la testimonianza di Romano Franchi, sindaco di Marzabotto.

Il primo cittadino rivolge la sua attenzione alla Strage del Faggiolo, che causò nove morti e coinvolse, tra gli altri, suo zio, Firmo Franchi.

Il filmato procede, e vede avvicendarsi le parole dure e commosse di quelle che Ballini chiama “Anime Belle”, coloro che hanno vissuto gli orrori della guerra in prima persona.

Così i racconti di Firmo Franchi e Ferruccio Laffi aprono uno spiraglio sulla Strage di Monte Sole, avvenuta tra il 29 settembre e il 5 ottobre del 1944 nell’area di Grizzana Morandi, Marzabotto e Monzuno e che causò 770 morti.

A seguire, da Marzabotto si vola in Normandia, e le voci di tre veterani figli di emigrati italiani si uniscono nel ricordo del D-Day (giorno dello sbarco degli Alleati).

Vediamo così Vittorio Zippi, parente del famoso Dean Martin, commuoversi parlando di come avrebbe voluto dire ai genitori di quel giovane che gli è morto tra le braccia che è stato con lui fino alla fine, che non l'ha lasciato solo.

La guerra è un grandissimo spreco, tante brave persone sono morte combattendo, su entrambi i fronti. Dobbiamo trovare un modo migliore per risolvere le nostre differenze” commenta Michael Vernillo, sopravvissuto per miracolo allo sbarco in Normandia, mentre ricorda il suo caro amico e tenente, Merril.

L'ultima testimonianza è di Frank Gervasi, che ha visto morire 175 dei suoi compagni sotto i colpi dei tedeschi “La guerra era terribile, non la augurerei al mio peggior nemico”.

Dopo un breve intervento di Walter Veltroni, che funge da congiunzione tra le testimonianze dei veterani e il finale del video, il documentario cambia soggetto e si focalizza sul viaggio di Ballini e suo figlio in Normandia e sulla corrispondenza di quest'ultimo con il nipote di uno dei veterani, Elliott Brennan.

Non è facile parlare di un tema come le stragi causate dalla Seconda Guerra Mondiale senza cadere nel banale, ma Ballini è riuscito a rendere il filmato nuovo e affatto noioso, a dispetto della serietà dei temi trattati.

Nonostante la voce narrante risulti leggermente forzata in alcuni punti, il documentario nel complesso è molto piacevole da seguire e per nulla banale.

 

Il collegamento tra Monte Sole e lo sbarco in Normandia è insolito ma ben fatto, rende il lungometraggio interessante e completo, differenziandolo da altri che trattano lo stesso tema.

Tuttavia, considerata la varietà del contenuto, trovo che il titolo “Monte Sole Landing Memories” stia stretto al documentario, anche perché buona parte del filmato è incentrata sulle testimonianze dei veterani americani.

 

Il montaggio è ben fatto, non ci sono punti morti che appesantiscono il video, né scene troppo lunghe. I quadri storici che precedono i cambiamenti di argomento sono chiari e rendono la visione del filmato piacevole anche per chi non conosce in modo approfondito i fatti. L’inserimento di immagini che mostrano i luoghi e le persone di cui si sta parlando (come ad esempio il sentiero nominato dal sindaco o le siepi che descrive Frank Gervasi) aiuta chi guarda ad immedesimarsi nella situazione e comprenderla meglio.

 

Le musiche sono adatte al contesto, non troppo invasive ma importanti per creare quell’atmosfera - solenne e malinconica al tempo stesso - che domina soprattutto la parte finale del video.

 

La corrispondenza tra Vanni, ed Elliott sottolinea la volontà dell'autore di non creare un documentario prettamente commemorativo, ma di trasmettere, soprattutto ai più giovani, un messaggio importante “Il nostro compito è tramandare queste storie, perché non si sbagli più”.

 

Particolare il gesto di portare i papaveri delle Gocce di Memoria dedicati alle vittime di Monte Sole anche ai soldati sepolti in Normandia, che, accompagnato dalle parole delicate e innocenti dei due ragazzi e alla grande dignità celata dietro al sorriso dei veterani, donano un grande significato alle parole di Ballini: davanti a scene del genere, ci sentiamo piccoli anche noi.

 

La versione sottotitolata in inglese del documentario verrà proiettata a Marzo, dapprima alla Casa Italiana Zerilli Marimò, parte dell'Università di New York (qui il link dell'evento), successivamente a Pittsburgh, dove risiedono tutte le famiglie dei Veterani.

 


Recensione a cura di Veronica Veratti

18 Febbraio 2017

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