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GLORIA, IN PIAZZA

creato da eugenio bignardi ultima modifica 12/09/2014 14:09
Per il Festival della Filosofia arrivano da tutta Italia, ma chi è il relatore più atteso dai giovani??

Al Festival della filosofia c'è già fervore. Sono le 10 del mattino al centro di Piazza Grande e il maxi schermo ricorda che, proprio lì accanto, in piazza XX settembre la prima lezione sta cominciando. A rompere il sipario è Carlo Varotti con “Dialogo del reggimento di Firenze”. C'è un grande via vai di persone e, con mio piacere, molti giovani. Ci sono gruppi di studenti con prof, talvolta auto-organizzati, che sono venuti per interesse personale come un gruppo di Lucca del quale l'insegnante racconta: “Spero che i ragazzi possano scoprire una filosofia moderna, attuale, per andare oltre l'accademica cattedra”. Parole e gesto sempre più preziosi nel contesto scolastisco Italiano, dove molto dipende dalla libera iniziativa degli educatori.

 

Affollano membri dello staff, principalmente studenti, reclutati dal Consorzio per il festivalfilosofia dediti alla causa della cultura, volontariamente gratis. Dall'info point “... qui sono vietati totalitarismi, ogni relatore affronta il tema come vuole” dicono alcune ragazze. C'è poi chi è stato un po' obbligato dal prof ad andare ma che, una volta qui, ascolta con interesse l'incontro. Senza contare che riceverà un credito per questa azione, diversamente da altri festival come il Book che era puro volontariato. Anche alcuni ragazzi del Tassoni di Modena riceveranno un credito. I loro compito è fotografare relatori e ascoltatori per documentare l'evento.

Un bianco gazebo rifletteva il sole così sfacciatamente, senza presentare alcuna scritta, che decido di avvicinarmi. “Scusate ma qu...” “Sssshhhh!!! Stiamo ascoltando!”. Più tardi ho scoperto essere il centro comunicativo del festival, che aggiorna tutte le pagine social in tempo reale.

 

Ma chi è il relatore più atteso? Qual è il momento più cercato dai giovani? Alessandro Baricco. Già. Da un primo sondaggio emerge proprio lo scrittore (nonché saggista, critico musicale, conduttore televisivo, pianista, sceneggiatore e regista) di “Novecento”, “Castelli di rabbia” e fondatore, insieme ad altri soci, della “Scuola Holden” a Torino. Che sia anche questa dedica ad una figura così emblematica per il mondo giovanile uno dei motivi per cui tra loro ha successo?

 

 

Eugenio Bignardi

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