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WALTER MARTINELLI ANIMA DEI NET GARAGE MODENESI

creato da eugenio bignardi ultima modifica 29/11/2014 12:30
Il racconto dei Net Garage modenesi dalla colonna che li ha sostenuti fino ad ora.

Che cos'è la Rete Net Garage? Di cosa si occupa? Da quando?

La Rete Net Garage del Comune di Modena nasce nel 2001 da un progetto della circoscrizione numero tre che coinvolgeva le politiche sociali la cultura e le politiche giovanili. Un gruppo di lavoro ha risposto alla richiesta di un progetto rivolto ai ragazzi di un'area scoperta, quella di via Viterbo. Lì si sono succeduti più spazi nel corso del tempo, da una biblioteca ad uno spazio giovani. La proposta ha cercato di mettere insieme nuove tecnologie e comunicazione. Erano gli anni dei primi internet café. Abbiamo cominciato a diffondere internet e la condivisione di contenuti. Un luogo dove i ragazzi potessero navigare era molto d'avanguardia, nelle scuole non c'erano laboratori d'informatica, seguiti da un operatore formato e non un educatore. Gli esperti non stanno accanto ma vicino, pronti a seguire chi abbia bisogno di aprire una posta elettronica o di suggerimenti.

Inaugurato nel 2001 il primo Net Garage. La parola deriva da net network / internet e garage per proporre un luogo simile a quelli utilizzati dai ragazzi per trovarsi, riparare la bici, suonare: un luogo informale dove fare cose gradevoli insieme. C'era anche una parte di alfabetizzazione informatica e avvicinamento a queste tecnologie.


Nel corso degli anni si è ampliata?

Il progetto si è diffuso, la circoscrizione 4 ha chiesto di farlo in via Barchetta, vicino la polisportiva. Il secondo è partito lì con le stesse idee, proposte ed operatori giovani e formati. Progressivamente tutte le circoscrizioni hanno chiesto di ospitare il progetto. Così dal progetto Net Garage siamo passati a Rete Net Garage per il numero crescente. Nel 2008 eravamo a 13 punti aggregativi, talvolta anche diversi come ambientazione.

Nel 2004 è stato aperto Net Open Source, perchè abbiamo scelto l'open source come standard della navigazione e gestione dei Net. Quindi l'utilizzo di Ubuntu Linux e pacchetti di programmi gratuiti. Diffondendo l'open source, abbracciando la filosofia opencontent. Spesso avevamo collaboratori esperti che aiutavano ad installare Linux durante gli Install Party.

 

Quindi avete abbandonato i più “rigidi” sistemi operativi?

Parallelamente andavano avanti i corsi anche in ambiente Windows, non potevamo nasconderci che la maggior parte di persone avesse windows come sistema operativo di base. Tutt'ora facciamo corsi in entrambi i sistemi operativi. Abbiamo avviato corsi su Wordpress, come fare un sito, social network marketing, smartphone, tra idee nostre e richieste degli utenti.

 

I Net svolgono la stessa funzione dal passato?

Dal 2004/2005 il progetto è cambiato perchè diverso è divenuto il contesto. Non è più difficile connettersi ad internet, con wi fi liberi, smartphone che si collegano ad internet e tra le mani di tutti i ragazzi. L'esigenza è calata, e i locali hanno puntato anche su attività come punti di lettura. Altre, come villanova dove non c'è ancora l'ADSL, hanno ancora l'esigenza di navigare.

Sia al Windsor Park che in Santa Chiara abbiamo due Net aperti tre pomeriggi a settimana che vengono molto utilizzati, con operatori che turnano. Sono utilizzati per l'80% da stranieri, quella fascia di popolazione con difficoltà di accesso alla rete. Usano la messaggistica piuttosto che la video chiamata per vedere i parenti nel paese d'origine, cercano le informazioni per rimanere aggiornati nonostante la distanza. Al Windsor anche ragazzini molto giovani. Gli unici due punti che ancora funzionano molto.

 

Insieme alle attività regolari, promuovete progetti inerenti?

Progressivamente sono partiti una serie di progetti sempre legati alle nuove tecnologie e formazione. Alcuni rivolti alle scuole, non li proponiamo da un paio d'anni ma sono stati molto seguiti come Il Pinguino tra i Banchi: delle classi di 4a Corni andavano in università ad imparare come si installa un sistema operativo Open Source e poi andavano nelle scuole medie ad allestire ed installare l'aula informatica. In quel caso abbiamo avuto anche una sponsorizzazione da LAPAM e COOP che ci hanno regalato decine di computer che loro dismettevano. Arrivavamo con le macchine, la tecnologia e la formazione. I ragazzi davano le prime informazioni agli insegnanti e poi tornavano l'anno successivo per ripristinare e controllare. Gli insegnanti così sapevano che nei net avrebbero avuto operatori di riferimento pronti ad aiutarli in caso di problemi con il nuovo sistema operativo.

Altri progetti tutt'ora in corso sono collegati a quelle che noi chiamiamo le tre C: per un uso Consapevole Critico e Creativo delle tecnologie informatiche. Con Internet Sicuro non è solo intesa la navigazione, ma la navigazione consapevole (tolti tutti i problemi di virus, spyware) l'idea è proprio quella di sapere come è fatto internet, i social network, i motori di ricerca, per un utilizzo più maturo, sapendo anche i problemi rispetto alle fonti e l'affidabilità delle stesse. Capire che sui social network sia impossibile cancellare contenuti una volta caricati, cosa importante visto che i datori di lavoro controllano i profili Facebook. Attenzione anche ai temi del cyberbullismo, quando la comunicazione ha conseguenze dirette sulla vita di altre persone. Utilizzo critico delle informazioni, non prendere il primo risultato di ricerca che è lì solo per precisi algoritmi che non garantiscono la qualità dell'informazione. La chiave di utilizzo di queste tecnologie è la creatività, utilizzarle per fare musica, scrivere, fotografare, fare arte, personalizzarsele.

Ultimamente si sono unite due linee di lavoro, una sul gioco in collaborazione con università e civibox e TreEmme un corso sul come fare un gioco, una app game. Non è solo tecnico programmativo: comincia dallo scenario dei giochi online e mostra come scrivere il gioco, il Game Design, e poi la grafica, la musica e programmazione su piattaforme Android e iOS, smartphone e tablet. Ci ha fatto piacere la nascita di “gruppi di lavoro” tra gli utenti, magari c'è quello che ha l'idea e dirige, l'altro fa la grafica e cura le musiche.

L'altra linea di lavoro è quella legata al Making, ai Maker, ai FabLab, all'uso dell'informatica e tecnologie per sviluppare progetti per modificare strumenti che ci sono già e personalizzandoli, magari uno ha esigenze diverse da quelle già proposte. Dalla micro robotica fino al Making più in generale. L'anno scorso abbiamo fatto un corso sui Raspberry che sono dei piccoli computer che servono in robotica e domotica. C'è l'idea di continuare su questa strada aggregando anche un po' di ragazzi che abbiamo visto dagli ultimi incontri essere molto interessati alla faccenda.

 

Cosa ha dato vita la scelta della filosofia Open Content?

La filosofia Open Content partita dal 2004/05 è rimasta fondante. Abbiamo prodotto diversi libri su Open Office, Ubuntu e anche sulle Creative Commons e l'uso di queste licenze usate proprio da chi vuole condividere liberamente le proprie opere d'arte. Negli ultimi anni si è concretizzato con la partecipazione al Linux Day, un evento che si svolge su tutta Italia il penultimo sabato di ottobre nelle università. A Modena l'organizzazione comprende anche il Comune e quindi la Rete Net Garage. I Linux Day degli ultimi anni sono organizzati da Università, Comune di Modena e associazioni in particolare Conoscere Linux che è il LUG modenese (linux user group). Quest'anno il tema era legato alla privacy e la condivisione di materiali su internet. Noi abbiamo declinato con le nostre attività di Making nella solita formula. Al mattino incontri con diverse persone che portano la loro esperienza, questa volta c'era il Professore Davoli fondatore di RaspBo dell'università di Bologna, un gruppo di maker e hacker (nel senso vero del termine cioè quelli che cercano falle nei sistemi e li segnalano), ma anche un ragazzo di 29 anni responsabile dell'Intel Italia e fino all'esperienza nostra con i laboratori di RaspBerry. Al pomeriggio si svolgevano laboratori per esempio sull'uso di Scratch, oppure laboratori di Conoscere Linux sull'hacking. Aiutavano anche nell'installazione di LAMP: Linux Apache MySQL e Php e quattro pacchetti open source che servono per fare funzionare un sito internet, probabilmente alla base del 90% delle strutture internet mondiali. Linux è apparentemente poco usato ma è tra i più usati al mondo perchè Android è di derivazione Linux, Apache è il server più utilizzato in internet, MySql è il database più utilizzato e il PHP è il linguaggio più usato in programmazione di pagine dinamiche come Wordpress (Content Management System open) e quasi tutti gli altri CMS. Quindi la configurazione di tutti questi programmi su una macchina per avere la possibilità di creare server e sperimentarli. Questo è il Linux Day che facciamo dal 2005.

Quest'anno il progetto ha avuto il riconoscimento della SMAU di Bologna perchè ha vinto il premio di Smart city con le motivazioni che leggo ”Per aver realizzato un progetto innovativo, per aver dato un esempio virtuoso nello sviluppo delle moderne città intelligenti”. Anche se siamo partiti quando ancora non si parlava di città intelligenti il progetto è all'interno di questo tema. Un nostro caso di servizio è accaduto per il censimento: aperte le porte la gente poteva entrare e chiedere aiuto agli operatori per compilare i documenti online.

 

 

Intervista realizzata da Eugenio Bignardi

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