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[EMILIA 20 MAGGIO 2012] UN ANNO DOPO

creato da La redazione ultima modifica 17/05/2013 12:35
Niente sarà più come prima. Ma ripartire significa crescere

É passato quasi un anno.

Ogni tanto la terra trema ancora, nel caso qualcuno si fosse dimenticato (impossibile). Tremarelle leggere, boati improvvisi gusto per ricordare a chi sta sopra che, a dispetto di quello che ci dicevano i nostri papá e nonni, la bassa modenese é zona sismica. Eccome se lo é. Poche balle...

 

Ma non é questo il problema. Non sono le piccole sporadiche "botte". Gli esperti  - quanti esperti hanno parlato dopo, spesso dicendo il contrario di quanto avevano detto prima... - ci avevano avvertito: le scosse potrebbero durare anni.

Il problema é che da quasi un anno la gente trema ogni giorno. Sussulta quando passa un tir che fa tremare i vetri delle finestre. Sospira quando passeggia per centri storici che definire feriti é limitativo. Abbassa gli occhi affranti davanti a case o condomini ridotti a cumuli di macerie. Pensa, rimugina, si prepara a qualcosa di terribile che potrebbe tornare, o forse no, o chi lo sa (nessuno).

 

Per chi vive nella bassa niente sarà più come prima.

 

Se, incontrando un amico che non si vedeva da tempo, si era soliti chiedere "come va a casa?", oggi la domanda, immancabile, é "come va la casa?". É ancora su, ha crepe, ci vivi ancora, ci sei tornato?

Il terremoto é un'ombra che accompagna tutti anche quando non c'é il sole.

Un'ombra che non calpesti, ma che ti calpesta (la tranquillitá, la sicurezza, le speranze).

 

Niente sarà più come prima, sí. Ma chi ha trovato la forza di ripartire, chi sta ripartendo, chi ripartirá, si ritroverá cambiato. Cresciuto.

Forse meno sicuro e tranquillo ma piú pronto. Piú consapevole di quello che ancora ha, delle cose importanti della (sua) vita. Più solidale, più parte della comunità.

Ripartire vuol dire non dare più nulla per scontato. Ripartire significa rimboccarsi le maniche e "fare". Assieme.

É questa la parola chiave.

Assieme.

 

Per gli altri, per chi ha lasciato che il mostro che si muove sotto avesse l'ultima parola, é diventato tutto nero, é sempre, come in un (brutto) film, lo stesso giorno (il 29 maggio 2012).

Per loro ci vorrá più tempo.

Ma capire che non si é soli, che assieme si può ripartire, é il primo passo per un nuovo inizio.

 

da Mirandola

Giovanni

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