Tu sei qui: Home / Speciali / Emilia: 20 maggio 2012 / UN PENSIERO PER LA BASSA MODENESE FERITA...

UN PENSIERO PER LA BASSA MODENESE FERITA...

creato da La redazione ultima modifica 11/11/2012 17:23
... e la voglia di guardare avanti

Non esiste una spiegazione che possa alleviare il dolore. Sentire esperti che si trincerano dietro un “le scosse potrebbero durare anni” o un “non sappiamo” non fa che aumentare l’afflizione.


Per chi, come me, viveva (imperfetto purtroppo non usato a caso…) nella bassa modenese sino a qualche settimana fa, oggi (e probabilmente domani, e dopodomani) non c’è pace. La terra non dà pace.


La memoria vicina, quella dei crolli, dei morti, della furia, e la memoria che guarda più lontano, che pesca tra i ricordi di una vita, che ha ancora immagazzinate istantanee di vie, palazzi, chiese, centri storici che sono diventati negli anni scenografie amiche e bellissime, si scontrano ogni secondo, mandando in cortocircuito razionalità e certezze.


Interi quartieri di Mirandola, Cavezzo, Medolla, Concordia, San Possidonio, Finale, San Felice smembrati, cancellati. Quando si era pronti a ripartire.


Il dolore galleggia negli occhi, serra come una morsa la gola. Chi ha vissuto il sisma, chi ne ha subito la violenza, ha occhi diversi. Più grandi e smarriti. E anche la voce non è quella di sempre, nasconde un batticuore che non smette mai.


Ma c’è qualcosa che può accendere la speranza, che può e deve dare la forza di smettere di guardare al passato, soprattutto a quello recentissimo. Nell’incertezza assoluta, nell’orrore, è emersa una comunità che ha saputo prendersi per mano e affrontare assieme il dramma.


Non è banale. Di fronte a un pericolo imprevedibile, sapere che non si è soli è fondamentale. Il terremoto ha distrutto ma non diviso. Anzi, ha unito, ha amalgamato vite e storie.
Meglio divisi ma con la casa ancora in piedi, obbietterà qualcuno… Difficile dargli torto.


Ma se guardo al domani, e voglio che questo domani sia vicinissimo, vedo nuove case, nuovi quartieri, una nuova Mirandola, un’altra Cavezzo. E vedo persone che attraversano quelle vie salutandosi, liberando sorrisi. Vedo i parchi in cui oggi ci sono tende, diventare spazi in cui ricordare e incontrarsi. Vedo famiglie che prima non si conoscevano o fingevano di non riconoscersi passeggiare assieme. Probabilmente ancora uniti dal dolore. Ma, appunto, uniti. Per sempre.

Giovanni

Etilometro

Etilometro on-line

Consulenze online

piccolo chimico

Piccolo chimico

Gioco azzardo

Gioco d'azzardo

Prevaricazioni e bullismo

Prevaricazioni e bullismo

Servizio civile

Servizio civile

scrivici

 

MakeIt Modena_logo